Rivista di Ornitologia, Ornitocoltura, Ornitofilia e fotografia Naturalistica
 

La posta dei lettori ALCEDO N. 15/2004

 GENETICA DEI TOPAZIO
Spett.le Alcedo,
Complimenti per la rivista.
Essendo in procinto di iniziare la stagione cove 2004 vorrei chiedere un consiglio.
Nel mese di Gennaio 2002 ho acquistato due coppie di canarini Agata R.M. I due maschi sono portatori di topazio.
A fine stagione cove 2002 in due covate mi hanno dato in totale sedici canarini, dieci femmine e sei maschi; vorrei sapere se gli Agata nati sono portatori di topazio. Se si, vorrei avere istruzioni su come eliminare il gene del topazio, o se invece possono essere considerati Agata a tutti gli effetti e se portandoli ad una mostra si noterebbe la differenza tra i miei canarini e dei canarini Agata geneticamente puri. Grazie!
A. Bernardini, e-mail

Risponde Massimo Natale
Gentile signor Bernardini
la redazione mi ha girato la sua mail, cui volentieri rispondo.
Essendo soltanto i due capostipiti maschi portatori di topazio, tutta la prole ottenuta (sia maschi che femmine, i 16 figli) sono probabili portatori di topazio (hanno il 50% di possibilità) e comunque non distinguibili fenotipicamente da un agata normale. In ogni caso, salvo che lei non faccia accoppiamenti consanguinei (fratelli tra loro o figlie femmine x padre certo portatore) o di ritorno tra le due linee di sangue, il gene topazio (autosomico recessivo) rimarrà latente e difficilmente verrà a galla nei successivi accoppiamenti.


 IBRIDI CON IL CARDELLINO E CON IL CIUFFOLOTTO
Salve! Mi chiamo Fausto e scrivo dal lago di Garda in prov. di Brescia. Sono ormai cinque anni che tento di ottenere degli ibridi di cardellino x canarino con dei cardellini già adulti ma ahimè senza nessun concreto risultato. Quest'anno finalmente sono riuscito a procurare quattro giovani cardellini, due maschi e due femmine. Ho unito le due femmine a due giovani maschi di canarino e i due cardellini maschi con due giovani femmine di canarino. Purtroppo al momento della prima muta, un maschio di cardellino è morto ed ora a muta completata anche il secondo.
Non nascondendo il mio morale a pezzi, volevo chiedere se le femmine di cardellino mi potranno dare lo stesso risultato di ibridi o e se c'è differenza tra loro.
In oltre volevo chiedere se acquistando ad una fiera ornitologica qui a Montichiari, un cardellino nostrano o euroasiatico potrò avere dei successi. Mi piacerebbe anche prendere un maschio di ciuffolotto da ibridare con una delle mie canarine, che ne dite? Grazie.
Fausto, e-mail

Risponde la Redazione
Gentile signor Fausto, in genere l’ibridazione tra maschio Cardellino e femmina Canarina è abbastanza semplice, soprattutto quando si utilizzino soggetti d'allevamento, robusti e che si accoppiano facilmente con la canarina, se adeguatamente preparati a tale momento.
Gli ibridi ottenuti utilizzando la femmina di Cardellino, oltre che più pregiati (maggiore difficoltà realizzativa indotta dall'uso della femmina di indigeno) sono anche più belli, ed inoltre le femmine ottenute da tale direzione di accoppiamento possono essere mutate se il canarino maschio è mutato per mutazione legata al sesso. Mentre non si illuda coi maschi di Ciuffolotto, che avendo delle movenze e parate di corteggiamento più simili ad un emeberizide che ad un fringillide, spaventano sistematicamente le canarine, riuscendo soltanto raramente con esse ad accoppiarsi, e comunque non generando quasi mai prole. Più facile, ma non oggettivamente semplice, l'accoppiamento inverso (maschio canarino con femmina ciuffolotto).


 PROTEINE NOBILI ED UOVO SODO
Gentile redazione di Alcedo,
vorrei avere da voi un consiglio per quanto riguarda la somministrazione dell'uovo sodo.
Allevo lucherini testa nera e lucherini euroasiatici, trovando spesso difficoltà nel reperire insetti da somministrare ai miei volatili nel periodo riproduttivo, posso sostituire questi con l'uovo sodo?
Se sì, solo il tuorlo o anche l'albume?
In che dosi e con frequenza gli va fornito?
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia e mi complimento con voi, per la vostra splendida rivista sempre ricca di consigli utili.
Cordiali Saluti, Daniela

Risponde la Redazione
Gentile signora Daniela
come noto, le proteine dell'uovo sodo sono quelle "nobili" per eccellenza, dunque ottimo il loro apporto nutrizionale durante la fase di crescita dei nidiacei.
Tuttavia, due problemi sembrano prospettarsi: 1) abituare per tempo la femmina ad appetire l'alimento, in modo che lo usi, poi, per imbeccare i nidiacei. 2) trattandosi di un alimento ipercalorico, evitare quanto possibile che le specie da lei allevate (lucherini europei e sudamericani) ingrassino, ed appunto i lucherini in generale in cattività sono molto predisposti a questo problema. Allo scopo, diremmo di fornire l'uovo sodo, mischiato con pastone secco, in modo molto parsimonioso (1 cucchiaino da caffè per coppia) ogni 2-3 giorni nella fase di preparazione, in modo da abituare i riproduttori, ma senza saziarli. Questa dose, alla nascita dei piccoli, passerà ad 1 cucchiaino da caffè per nidiaceo fino ai primi 12 giorni di vita, poi l'uovo può essere sospeso gradualmente, e per i piccoli spinus sono sufficienti i grani germinati e la mela.
Metodo di preparazione: bollire 1 uovo per 7 minuti (contati da quando l'acqua inizia a bollire). Mischiare l'uovo così bollito (rosso, bianco e guscio compresi) in un passa pomodori con 3-4 cucchiai da minestra di pastone. Triturare lentamente, per evitare che l'amalgama diventi troppo pastosa, fino ad ottenere un pastoncino morbido e friabile, molto appetito, che può essere conservato per 2-3 giorni in frigo, dentro un contenitore per alimenti.


 LA FAMIGERATA MALATTIA DEGLI OCCHI GONFI
Spett.le Alcedo,
invio a voi questa e-mail nella speranza che tramite i vostri esperti mi possiate dare una risposta:
Sono un allevatore di spinus, in particolare lucherini testa nera. Quest'anno ho deciso di introdurre in allevamento 2 coppie di Cardinalini del Venezuela. Dopo una ventina di giorni dall'acquisto ho notato che un maschio, presenta una zona circolare deplumata intorno all'occhio e che spesso il volatile strofina l'occhio sui posatoi, con un evidente prurito.
Tengo a precisare che a parte ciò il soggetto si dimostra vitale e in buono stato di salute. Il mio sospetto è che si tratti della "malattia degli occhi gonfi”. In attesa di accertamenti veterinari da me richiesti Antibiogramma ecc., volevo sapere il periodo di incubazione di questa malattia, come avviene il contagio, e come mi devo comportare nel frattempo.
Spero di avere una vostra risposta.
Distinti Saluti
Gianni

Risponde la Redazione
Gentile sig. Gianni
naturalmente non bisogna pensare che ogni forma di arrossamento congiuntivale o infiammazione delle palpebre sia da ricondurre alla famigerata malattia dagli occhi gonfi. Potrebbe trattarsi di una semplice congiuntivite, peggiorata appunto dallo strofinamento degli occhi sul posatoio. Per precauzione, isoli immediatamente il soggetto in altro locale, per almeno due mesi, e se l'infiammazione delle palpebre non si accompagna a gonfiore dei sacchi aerei perinasali (forte tumefazione di occhi e zona attorno al becco) non si preoccupi più di tanto. Bene gli accertamenti veterinari del caso. Tenga i posatoi puliti, in modo che lo sfregamento non abbia a peggiorare le prognosi del soggetto, e speriamo bene. Sul periodo di latenza ed incubazione, non vi sono ancora dati certi. Ci tenga informati.


 MORTALITA’ DEI NIDIACEI
Avrei alcune domande da porgere.
1) Ho una canarina che non riesce a portarmi avanti una covata, la prima volta i piccoli sono morti dopo solo un giorno (era però il mese di febbraio), la seconda volta dopo circa dieci giorni. Di cosa potrebbe trattarsi? Mi consigliate di non far più accoppiare la canarina aspettando il prossimo anno magari sperando in una maggiore maturità (la canarina ha un anno), oppure di dare solo ed esclusivamente qualche vitamina?
2) Spesso ho sentito parlare dei canarini con gli occhi rossi, potreste darmi qualche in formazione in merito? Hanno delle peculiarità particolari?
3) Ho un canarino maschio che credo abbia problemi respiratori, infatti da alcuni giorni è poco vivace, si mette su un'asticella e resta lì tutto arruffato e respirando a bocca aperta. Secondo Voi cosa può essere? Gli sto somministrando il Furaltadone 2% Spiramicina 2%, è un medicinale con la seguente composizione: 100g. di prodotto contengono 2 g di spiramicina 3 di furaltadone tartrato. Può andar bene? In caso contrario cosa mi consigliate? Somministro il medicinale nelle dosi di 5g per un litro di acqua.
Grazie.
Piero, e-mail

Risponde la Redazione
Gentile sig. Piero, la morte dei piccoli nei primi giorni di vita può essere dovuta a due cause: imperizia della nutrice, o malattia dei nidiacei. Essendo questi giunti fino al 10° giorno di vita, la malattia sembra la causa più probabile. Naturalmente, non possiamo assolutamente sapere, senza un esame colturale, quale sia tale patologia, ma per esperienze riferite, spesso i nidiacei, soprattutto se manifestano diarrea (se ne accorge perché il ventre della madre è sudicio di feci, sembra umido), periscono per colibacollosi, la cui terapia è realizzabile con l'utilizzo del Ciproxin compresse, mezza compressa finemente tritata in mezzo litro d'acqua, fornire il preparato medicato anche direttamente nel becco dei piccoli. Trova tutte le informazioni in merito alla colibacillosi, mortalità dei nidiacei ed uso del Ciproxin, in un bellissimo articolo del numero 2 del 2002 di Alcedo.
I canarini ad occhio rosso sono affetti da mutazione Satinè o da Rubino. Si tratta di mutazioni molto belle ed appariscenti, la prima legata al sesso, la seconda autosomica recessiva. Anche i lipocromici (gialli) possono nascere ad occhi rossi, in quanto appunto geneticamente satinè o rubino.
Non possiamo naturalmente prevedere la possibilità di salvare il soggetto adulto con il medicinale da lei indicato, in quanto non siamo in grado dalla semplice descrizione di individuare la relativa patologia.
Vista l’importanza dell’argomento, e la necessità di operare terapeuticamente soltanto in seguito a precisa diagnosi, invitiamo lei e tutti gli allevatori a leggere con estrema attenzione il problema “antibiotico-resistenza” descritto nell’articolo di patologia aviare presente su questo numero di Alcedo.


 CISTI DEL PIUMAGGIO E FALSA MUTA
Gentile redazione di "Alcedo", ho voluto scrivervi per esprimere i miei complimenti nei confronti del nuovo numero di Gennaio-Febbraio. Per me è stato particolarmente importante l'articolo del Dr. Alberto Tonelli riguardante le "Cisti del Piumaggio: Lumps".
Infatti possiedo due Gloster di ben 17 anni (almeno, leggendo la data che riportano sull'anellino, così sembrerebbe!) di cui uno ha cominciato a formare queste grosse cisti. Le cisti, oltre che a sciupare l'aspetto estetico del piumaggio sono soprattutto una noia per il canarino.
Recentemente si era formata una grossa ciste sottocutanea vicino alla regione rettale che è ingrossata per un mese e poi, inspiegabilmente, ha formato la tradizionale escrescenza nera ed è caduta da sola.
La mia domanda era: rivolgendomi ad esperienze strettamente legate all'allevamento dei canarini (in particolare dei Gloster) esistono trattamenti che possano almeno ritardare la formazione di queste cisti (sempre nel rispetto dell'età del soggetto che, come spiegato nell'articolo, non può essere sottoposto ogni volta ad un intervento chirurgico)?
Infine, approfittando della Vostra pazienza, volevo sottoporvi quest'altro quesito. Possiedo un Diamante mandarino maschio di sei anni allevato fuori dalla sua gabbia, libero di volare per tutta la casa. Il Diamante è soggetto alla perdita delle piume attorno alla testa: comincia nel periodo di Dicembre per arrivare a questo periodo dell'anno dove le piume sono presenti solo attorno ai fori delle orecchie. Le piume vengono rimesse completamente verso la fine di Maggio e gli inizi di Giugno. Inoltre anche il resto del corpo risulta povero di piume e l'uccellino appare nel complesso più magro.
Tuttavia gode di perfetta salute, mangia regolarmente ed anche le feci sono normali. Gli somministro delle vitamine per 15 giorni ogni due mesi.
A cosa può essere dovuto questo fenomeno? Uno squilibrio ormonale? Si può impedire?
Vi ringrazio ancora per la Vostra pazienza e disponibilità. Ancora complimenti per la rivista!!!
Cordiali saluti,
Merloni Luisa.
PS: Avete in previsione qualche articolo sul Padda?

Risponde la Redazione
Gentile signora Luisa onestamente crediamo non esistano trattamenti preventivi per le cisti cutanee e del piumaggio, e purtroppo i soggetti che ne soffrono sono predisposti a frequenti ricadute.
In merito al Diamante Mandarino, bene la somministrazione di un multivitaminico. Potrebbe provare ad aggiungere nella sua dieta delle proteine nobili per facilitare la sintesi di cheratina, proteina di base costituente le piume, tipo: uovo sodo, compreso di guscio (macinato), e qualche piccola larva. Inoltre, il soggetto andrebbe tolto dai ritmi “domestici”, che spesso inducono problematiche di false mute e squilibri ormonali, e mantenuto in ambiente dedicato.
Sul Padda, eccola accontentata già in questo numero.


UOVA INFECONDE
Gentilissima redazione,
sono un allevatore di canarini alle prime armi. Volevo porvi se possibile alcune domande: da tre coppie di canarini in riproduzione, dovrei ottenere circa 13 novelli ma in realtà ne ho solo uno, perché tutte le altre uova erano infeconde.
Come faccio ad accorgermi quando entrambi i riproduttori sono sessualmente pronti?
Per evitare che la canarina covi x 13 giorni inutilmente, dopo quanti giorni è possibile individuare l'embrione? In che modo?
Grazie per la cortesia e le risposte
Massimiliano

Risponde la Redazione
Gentile sig. Massimiliano
alla prima covata, succede spesso di avere i maschi "indietro", cosa che si risolve, in genere, nella seconda.
Le consigliamo di rallentare le femmine, nutrendole parcamente, durante febbraio-marzo, stimolando invece i maschi con semi germinati e vitamine, e con un pizzico di luce artificiale.
Per verificare se l'uovo è fecondo, deve utilizzare una penna luminosa (è una specie di torcetta a forma di penna) che si mette a fianco dell'uovo attorno al 5° giorno di cova: se l'uovo è fecondo, consentirà di osservare, in trasparenza, i vasi sanguigni ed il palpito del cuore. Ne può vedere l'utilizzo pratico sul n.6 del 2002 di Alcedo. Se le uova sono infeconde, per non scondizionare la femmina, le consigliamo comunque di lasciare covare la canarina almeno per una decina di giorni.


QUESITI VARI SUI CARDELLINI
Egregio Massimo Natale, sono un insegnante, amante, patito da sempre del cardellino e così quest'anno mi sono deciso ad allevare in purezza (ne ho sempre avuti ma sempre di cattura e per ibridazione con canarina e verdona); dopo aver letto gli articoli ma soprattutto il suo nuovo volume che ho divorato ed è oggetto di stupore continuo ogniqualvolta osservo quelle foto..... mi sono deciso a tentarne l'allevamento.
Dispongo di 1 maschio major portatore agata, 1 maschio quasi major pure portatore di agata, 1 femmina major bruna, due femmine ancestrali normali tutti rigorosamente regolari (anello A); inoltre 1 coppia di balcani di 1 anno e 1 coppia di paesani nostrani da 2 anni in gabbia da 90 cm e mai messi in condizioni di allevare pur se il maschio lo scorso anno corteggiava la "sua" femmina. Leggendo quanto scrive non dovrei accoppiare queste ultime due coppie (balcani e paesani) per i possibili problemi che potrebbero insorgere (o no?) e.... per gli altri? Posso mettere il maschio portatore agata con femmina bruna? Cosa otterrei? forse già qualche maschio passepartout?
O è meglio che accoppi le due femmine con i maschi portatori agata e..... aspettare? E’ possibile come per i canarini tenere un maschio con due femmine? Se sì, come?
Lasciando la femmina covare e allevare da sola? O un gabbione con il maschio e 2 femmine?
Quante domande! Troppe forse per una persona impegnata come lei da parte di un neofita come me.
Mi piacerebbe avere un suo parere e senza dubbio un suo valido consiglio.
Grazie e complimenti per tutto il suo lavoro
Domenico

Risponde Massimo Natale
Gentile sig. Domenico
la ringrazio per i complimenti.
Direi, senza dubbio, di accoppiare uno dei due maschi portatori di agata con la bruno, da cui otterrà prole femminile certa (femmine 50% agata e 50% normali); i maschi, invece, saranno tutti sicuri portatori di bruno e la metà (fenotipicamente non distinguibili) anche portatori di agata e, dunque, passepartout. Da tali maschi, l'anno successivo, otterrà: femmine agata, bruno, ancestrali ed isabella. Dal risultato nella prole femminile, ovviamente, intuirà altresì la condizione genotipica dei maschi ottenuti in questa stagione d’allevamento.
In merito alle due coppie "illegittime", come ho scritto sul libro, la prole ottenuta dai presicci, spesso, rivela tutte le problematiche tipiche dei presicci stessi, comunque provi a riprodurli, faccia le sue esperienze e tragga le sue conclusioni.
In merito all'ultima questione, non tenterei di accoppiare un maschio con due femmine nello stesso gabbione, ne verrebbe fuori soltanto un bel pasticcio: competizione alimentare, riproduttiva, sul materiale da nido, territorialità spiccata e quant’altro. Piuttosto, quando la prima femmina è in cova, proverei, con circospezione, ad inserire il maschio con la seconda, in altro gabbione, e tale che non possa vedere la sua femmina. Anche questa manovra è rischiosa. L'optimum è lasciare il maschio con la sua femmina, e gestirlo esclusivamente con divisorio nel caso in cui esso disturbi la compagna.
Sperando di esserle stato utile, La saluto cordialmente


IN BREVE
Il sig Prato, avendo letto il nostro articolo sul Cartamo tintorio del numero di Novembre 2003, chiede dove reperire i semi e se sia indicato piantarli per la fornitura delle sementi allo stato lattiginoso.
I semi del Cartamo possono essere reperiti presso i negozi specializzati in grado di vendere semi al dettaglio.
Non siamo informati sulla possibilità di semina, tuttavia trattandosi di pianta di montagna, se sussistano le condizioni climatiche, la riteniamo possibile.
Tuttavia, come tutti i semi ricchi di oli, il suo massimo potere tintorio si esercita fornendo il seme secco, che è appunto più ricco di oli e sostanze pigmentanti.
Il sig. Massimo, essendo nella fase di inanellamento della prima covata, ed avendo notato una crescita abbastanza stentata rispetto alla passata stagione, chiede se l’alimentazione per i nidiacei a base di semi bolliti e pastone secco sia valida e se possa essere d’aiuto fornire la spirulina.
L'alimentazione ci sembra un tantino carente in proteine nobili, e più che stupire la crescita rallentata, sorprende quella accelerata della scorsa stagione. Noi consigliamo sempre di integrare, almeno nella prima settimana di vita, i semi umidi (germinati o bolliti) con la fornitura di uovo sodo, secondo le modalità più volte descritte nella rivista. Riteniamo altresì che la spirulina non possa essere causa di alcun tipo di problema, ma piuttosto apportatrice di vitamine e proteine nobili.
Il sig. Stefano chiede se i soggetti mutati siano più deboli degli ancestrali e se le mutazioni comportino delle tare genetiche.
Pur essendo da considerare la mutazioni stesse delle “tare genetiche ereditarie” (che per fortuna, però, limitano il loro effetto al piumaggio), oggi dopo tanti anni di allevamento, siamo in grado di affermare che i soggetti mutati in genere sono di pari robustezza ai normali, e di maggiore docilità, essendo frutto di mirata selezione. Fanno eccezione a questa regola le prime generazioni di una nuova mutazione, nelle quali è indispensabile servirsi, all'inizio, della consanguineità, e le mutazioni "estreme" quali l'Albino.

 

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