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L'ALLEVAMENTO
DEL CARDELLINO
(Al mio amico Alessandro)
Avevo circa 8 anni quando acquistai il mio primo
Cardellino (ora ne ho 52) ed in tutti questi anni ho
sempre pensato, o meglio sognato, che un giorno avrei
visto riprodursi i cardellini in gabbia, come succede
per i canarini. Ho sempre ascoltato con scetticismo
coloro che mi raccontavano, fin dagli anni 80, di
avere amici o conoscenti che avevano riprodotto i
Cardellini in gabbia: quando passavo alla verifica mi
ritrovavo puntualmente di fronte ad animali allevati
da balie, e che dei genitori naturali si erano perse
le tracce nel giro di 20 30 giorni (magari in quel
momento erano dediti alla cura della nuova prole su
qualche albero chissà dove!). Ho conosciuto da circa
un anno un bravo ragazzo "Alessandro" da subito, nei
pochi discorsi fatti, trasparivano in lui buona
competenza, forte dedizione e grande attaccamento a
questo nostro piccolo comune amico. in questo anno
abbiamo (più che altro ha) operato una buona selezione
dei nostri rispettivi Cardellini ed oggi finalmente
sono arrivati i risultati. Nel suo modesto (15 mq) ma
attrezzato locale ci sono 8 coppie di Cardellino,
sottospecie ancestrale europea molto vicina alla
sottospecie tschusii, di cui 6 con uova o prole. La
cosa straordinaria è che delle 6 Cardelline che hanno
già deposto tutte hanno fatto 6 uova, credo che questo
sia il risultato della particolare cura dedicata alle
femmine da parte di Alessandro. Inoltre sono presenti
4 coppie di Cardinalino del Venezuela e una coppia di
Lucherino petto nero diluito (tutte con prole).
Sicuramente nulla è stato facile, anzi tutt'altro, ma
quando arrivano i risultati si è propensi a mettere
una pietra sopra anche ai problemi, a tal proposito un
particolare ringraziamento và al dott. Massimo Natale
ad al dott. Gino Conzo, per i quali noi (io ed
Alessandro) siamo degli emeriti sconosciuti, ma è
grazie a persone come loro che con i libri, le riviste
come Alcedo hanno, a mio avviso, impresso una svolta e
dato una mano a coloro che si sono voluti cimentare in
imprese come quella dell'allevamento dei Silvani.
Concludendo voglio aggiungere per tutti coloro che non
hanno raggiunto i "nostri" risultati, che non bisogna
demordere o sgomentarsi ai primi insuccessi, ma
cercare di comprendere quali sono stati gli errori
commessi e porvi rimedio, informarsi sulle forme di
nutrizione più indicate e prima di quanto si possa
pensare arriveranno i risultati. Sono quelli come noi,
come il dott. Natale, il sig. Alberti, Lino Milone o
il mio amico Alessandro che un giorno potranno dire di
aver contribuito ad eliminare il "Cardellino di
cattura" .
PS: in allegato invio una foto di una Cardellina in
cova dove è facile scorgere il becco di un piccolo che
sporge sotto il petto della madre.
Mario S. da Taranto
AGAPORNIS IN
MUTAZIONE
Sono un vostro entusiastico lettore e colgo
l'occasione per complimentarmi per le incredibili
emozioni che mi regalate nel leggere la vostra
rivista.
Allevo fringillidi indigeni ed esotici da diversi anni
e vorrei dedicarmi all'allevamento degli Agapornis, di
cui però non conosco quasi niente.
E' possibile avere il titolo di qualche buon testo
sull'argomento anche in lingua inglese o spagnola?
Vorrei inoltre porre 2 quesiti:
1) esiste nel roseicollis una mutazione in cui il
lipocromo della maschera facciale diventa giallo?
2) esistono mutazioni nel cana?
Ringrazio nell'attesa di una vostra risposta.
Risponde
Antonio Misantone
Per quanto riguarda dei buoni testi sugli Agapornis le
consiglio i seguenti libri di recente pubblicazione,
uno in inglese e uno in francese.
1) Dirk Van den Abeele: The Lovebird. Il prezzo è di
€. 12.50.
2) Dominique GILLE et Betrand FRANCOIS: La famille des
Inséparables, prezzo 42,00 € (spese di spedizione
incluse).
Maggiori dettagli su entrambi (spedizione, modalità di
pagamento e quant’altro) li può trovare visitando il
seguente sito:
http://www.agapornidenclub.be/club_nieuw1.html
Se i suoi interessi fossero orientati prevalentemente
verso le mutazioni degli Agapornis le consiglio invece
questi due testi specifici, il primo dei quali,
scritto qualche anno fa, tratta solo delle mutazioni
degli Agapornis, mentre il secondo, uscito lo scorso
anno, tratta anche degli altri pappagalli.
1) Dr. Alessandro D'Angieri: The colored atlas of
Lovebirds. Il testo può essere ordinato, via internet,
ad Amazon.com Books e il prezzo è $ 20,37 ( €. 16.70).
2) Terry Martyn BVSc, A guide to.. Colour Mutations &
Genetics in Parrots. Ed. ABK Book. Il costo è di 70
Dollari australiani (€. 41,00) e può essere ordinato,
via internet, sul sito
http://www.birdkeeper.com.au/v2/i
Dell'Agapornis canus è apparsa, alcuni anni fa, una
mutazione "Yellow" ma essa, per quanto se ne sa, è
data per estinta. Non sembra che nel frattempo siano
apparse altre mutazioni. Anche del roseicollis l'unica
mutazione che interessa solo il lipocromo facciale è
la mutazione faccia arancio, ma non mi risulta che ci
sia una mutazione facciale di colore giallo.
L’ALLEVAMENTO DEGLI
INDIGENI E DEGLI ESOTICI
Egr. sig. Natale, sono un giovane ventiduenne che
vorrebbe inoltrarsi nel meraviglioso mondo degli
indigeni (europei ed esotici) e degli estrildidi.
Premetto che le mie conoscenze si basano sulle letture
dei suoi meravigliosi ed approfonditi articoli, nonché
nell'allevamento di alcune coppie di Carpodachi
messicani e poche altre di canarini (questi ultimi da
elidere dal mio allevamento). Le specie che vorrei
introdurre sono le seguenti:
Verdone, Cardellino, Lucherino, Organetto, Lucherino
Testa Nera, Verdone di Cina, Verdone Testa Nera,
Verdone dell'Himalaya, Cardinalino del Venezuela,
Diamante di Gould, Diamante Codalunga, Nonnetta,
Cappuccino, Padda.
Quello che vorrei chiederle è:
1) per quali di queste specie è obbligatorio avere
l'autorizzazione per l'allevamento amatoriale e il
CITES;
2) se possono coesistere in uno stesso locale
d'allevamento oppure no;
3) quali sono le rispettive tecniche di allevamento e
dove posso reperire informazioni in merito;
4) per quali di esse è consigliabile l'uso cautelativo
della balia;
5) quali siano le specie da avere come balia;
6) i relativi costi, perché essendo uno studente
universitario, l'unica mia fonte economica proviene
dal mondo arbitrale (in ambito provinciale e
regionale).
Ancora non sono iscritto alla FOI, ma ho intenzione di
iscrivermi quest'anno, anche perché un giorno (spero
non troppo lontano) mi piacerebbe diventare giudice
nel settore I.E.I.; proprio in riferimento a ciò le
vorrei chiedere qual è l'iter burocratico da
percorrere e le relative competenze per poter
diventare un ottimo giudice.
Scusi l'enormità dei quesiti posti, ma la mia è una
"fissazione maniacale", tantè che i miei amici mi
prendono per pazzo!
Nella fremente attesa di una sua risposta la saluto e
ringrazio per il lavoro che ogni giorno Lei ed i Suoi
colleghi svolgete per noi, grazie. Cordiali saluti
Mannino Domenico
Risponde
Massimo Natale
Gentile sig. Domenico
tenga conto che per tutti i fringillidi indigeni
(Verdone, Cardellino,Lucherino, Organetto) è
necessaria l'autorizzazione regionale, in genere
dispensata dalla ripartizione faunistico-venatoria
della propria provincia, mentre tra gli esotici, il
Cardinalino ed il Padda sono soggetti a normativa
Cites, di cui trova ampi ragguagli su alcuni numeri
del 2003 di Alcedo (2-3-4-5) e sul relativo sito
www.alcedoedizoni.it
Sono specie che possono certamente coesistere, con i
debiti problemi legati ai periodi di riproduzione, a
volte non coincidenti, all’alimentazione e, in
generale, alla specializzazione. Per esempio, si tende
a riprodurre gli esotici in inverno, in locali
dedicati, e gli indigeni in primavera-estate. Ecco,
credo in effetti dovrebbe non dico specializzarsi in
una sola specie, ma quanto meno scegliere
definitivamente tra fringillidi ed estrildidi.
Le balie sono sempre utili, per tutte le specie sopra
citate, e non possono essere stabilite ovviamente a
priori, ma soltanto dopo aver saggiato l'attenzione
verso uova e pulcini da parte della madre naturale ed
in generale le attitudini parentali della coppia.
Comunque, balie per antonomasia sono canarini e
messicani per i fringillidi, e passeri del Giappone
per gli esotici.
I costi sono molto variabili, e davvero da me
sconosciuti, anche perché è da molti anni che allevo
quasi esclusivamente cardellini. Le consiglio di
avvalersi sempre di soggetti d'allevamento, sia per
ragioni pratiche che etiche.
In merito al diventare giudice, ottima occasione per
migliorare ulteriormente le proprie competenze, e
vivere di ulteriori risvolti la comune passione, le
consiglio di rivolgersi direttamente alla FOI, che le
saprà spiegare tempi e modalità.
MISCELE PER
MANDARINI E PADDA
Gentile Redazione di Alcedo,
mi rivolgo a Voi in quanto esperti e Vi chiedo se
poteste fornirmi la giusta miscela di semi per un
Diamante mandarino ed un Padda. Mi affido alle miscele
già pronte ed esistenti in commercio, ma recentemente
il Diamante ha manifestato feci sciolte e molto
liquide, pur non avendo sintomi di malessere. Poiché
non è la prima volta che questo accade, vorrei provare
per prima cosa a migliorare la loro alimentazione,
prima di fare altri tipi di ipotesi.
Vi ringrazio per la Vostra disponibilità ed ancora
complimenti per la Rivista!!!
Cordiali saluti, Merloni Luisa.
Risponde
Ivo Ginevra
Cara Luisa
Le miscele di semi per esotici in commercio sono da
considerarsi più che valide, perché oramai le case
produttrici di mangime sono molto attente a quelli che
sono i bisogni alimentari dei nostri beniamini, quindi
basterà affidarsi ad una ditta seria per non avere
difficoltà in tal senso.
Diciamo che la corretta miscela per un Padda deve
comprendere in gran parte il miglio nelle sue varietà,
con predilezione per quello bianco, e poi scagliola,
avena, panico e risone. Un po’ di canapa, niger e lino
potrebbero ben completare la dieta che deve essere
integrata da un buon pastoncino secco, osso di seppia
e grit. Il miscuglio di semi idoneo per un Diamante
mandarino, deve comprendere per tre quarti il panìco,
mentre il restante quarto va tranquillamente coperto
con scagliola, miglio, niger, lino ed anche con semi
di lattuga e cicoria (questi ultimi meglio se
somministrati a parte). Gradite sono le spighe di
panico che impegnano il volatile distraendolo dalla
noia giornaliera del contenitore.
Quello che le consiglio in ogni caso è di controllare
la data della scadenza del miscuglio di semi e di
accertarsi che lo stesso non contenga polveri. Penso
sia inutile dirle che dei semi scaduti ed impolverati
facciano decisamente male, pertanto, eviti di
acquistarli sfusi nelle varie uccellerie a meno che
non sia sicura della serietà professionale del
commerciante. Diffidi, inoltre, da quelle semenze
particolarmente brillanti, perché spesso lucidate con
olio, proprio per conferire un aspetto accattivante a
dei semi che, in caso contrario, non sarebbero
venduti. Buona norma sarebbe quella di fornire i semi
soltanto dopo aver fatto delle prove di germinazione,
perché com'è ovvio, il seme che germina dimostra di
contenere intatte le sue qualità nutritive. Solo in
tal modo possiamo essere sicuri della genuinità
dell'alimento che stiamo andando a somministrare ai
nostri beneamati volatili.
QUESITI VARI
Buongiorno, sono C. C.,
allevatore di Gloster di Napoli. Mi scuso se non vi ho
scritto prima, era il minimo farvi i complimenti per
la rivista ma il puntuale rinnovo dell’abbonamento è
un segno tangibile dalla mia soddisfazione e, capirete
che sono entusiasta nel leggere tutti gli articoli
contenuti in Alcedo. Una critica però la voglio fare,
cioè l’ultimo numero speciale sui mondiali, non mi è
tanto piaciuto, avrei preferito magari metà rivista di
foto e metà di articoli vari, tanto per leggere
qualcosa in attesa della successiva uscita, in cui
avrei trovato la restante parte delle foto ed altri
articoli. E’ una piccola critica per una rivista che
dopo circa 25 anni di allevamento e 9 da giudice ha
tanto da dirmi...
Passiamo ora a dei miei quesiti.
Sul cartamo; ho letto il vostro articolo in cui
vengono esaltati le doti di colorante naturale di
questo seme, ma non mi è chiaro se il seme può
apportare delle colorazioni indesiderate di rosso in
soggetti non predisposti geneticamente tipo appunto
canarini Gloster.
Inoltre, per renderli più teneri, vorrei fornirli
germinati, se non ci sono controindicazioni,
utilizzando le tecniche che ho appreso dalla vostra
rivista. Faccio presente che i miei canarini consumano
già normalmente semi di girasole nero germinati.
Proprio per quanto riguarda la germinazione, noto
tempi diversi di germinazione da seme a seme, da ciò
deduco che forse è preferibile far germinare sempre i
semi singolarmente e non usare un misto di semi.
Al tal proposito avendo notato una germinabilità molto
diversa da seme a seme, mi chiedo: questi semi possono
essere stati trattati all’origine con tecniche tali da
non farli germinare? Ho sentito parlare di trattamenti
con raggi particolari! I semi, si spera sempre
freschi, non dovrebbero germinare tutti? Ho provato i
semi di ravizzone, lattuga bianca, grano saraceno,
girasole con buoni risultati, sesamo e perilla con
risultati insoddisfacenti, ed ora sto provando il
grano ed il cartamo e vorrei provare anche il lino
durante la muta e se ne avete altri da consigliare ben
vengano.
La tecnica utilizzata è sempre quella da voi
suggerita. I miei canarini mangiano solo scagliola, e
ogni giorno hanno uno dei semi su elencati germinato,
oltre al pastone.
Su libri specializzati nel canarino ho letto della
farina gialla, mi domando se si tratta della normale
polenta. A tale proposito spero che presto uscirà un
articolo su come preparare un buon pastoncino fatto in
casa con ingredienti semplici e di facile
reperibilità.
La ringrazio fin da ora e mi scuso per il tempo che le
porterò via. Grazie.
Risponde la Redazione
Gentile sig. Claudio la ringraziamo per la
segnalazione, purtroppo la via di mezzo, in merito
allo Speciale dedicato ai mondiali, non era
percorribile: sarebbe stato poco godibile, per tutti,
scindere in due parti Alcedo: gli "affamati" di
mondiali avrebbero trovato scarno lo speciale, e gli
appassionati di solo allevamento, ma non di selezione,
avrebbero comunque ricevuto una rivista monca. Noi
abbiamo pensato che sarebbe stato comunque bello per
tutti, per chi non ha mai vissuto un mondiale, almeno
l'opportunità di osservare adeguatamente i vincitori,
nonché passeggiare virtualmente nei locali del
Beaulieu di Losanna. Comunque, l'anno prossimo,
realizzeremo un numero speciale non compreso
nell'abbonamento.
Venendo ai suoi quesiti, tenga conto che il cartamo,
se ammollato, libera gli oli, per cui diviene meno
"pigmentante", mentre per ottenere il meglio
dell'effetto sul piumaggio andrebbe somministrato
secco, triturato per i becchi non troppo possenti.
Ottime allo scopo le grattugie elettriche. Non
sappiamo se in effetti possa pigmentare anche i
soggetti a fattore giallo, crediamo che come tutti i
pigmentanti naturali faccia il suo effetto solo sui
soggetti predisposti all'estrinsecazione del rosso,
tuttavia ci piacerebbe molto se lei seguisse per noi
l'esperimento, su due o tre soggetti, inviandoci poi
un resoconto da pubblicare su Alcedo in merito ad
eventuali effetti sul piumaggio dei soggetti a fattore
giallo.
Tutti i semi hanno tempi leggermente diversi, e come
scrivemmo a suo tempo in quei tre articoli dedicati ai
semi ammollati, sarà cura dell'allevatore scegliere i
semi tra quelli a più rapido ed omogeneo indice di
germinazione.
In ogni caso, per non complicarsi troppo le cose, va
benissimo mettere in germinazione, per esempio, il
niger, il girasolino nero e la lattuga, che germinano,
tutti, in 24 ore (ad almeno 20C°) e sono ottimi tanto
per la muta quanto per la crescita dei novelli nel
nido.
Alcuni semi, come la perilla scura ed il cardo, sono
tostati e per questo a basso indice di germinazione ed
onestamente, almeno a nostro avviso, non troppo utili
in allevamento.
Ottimo, durante la muta, il lino, sia secco che
germinato.
Presto, come promesso da un nostro collaboratore,
proporremo un valido pastoncino fatto in casa,
completo ed equilibrato.
IN BREVE
Il sig Rocco, chiede delle delucidazioni sulla
riproduzione nel canarino: quando avviene in realtà
la fecondazione? Qualche giorno prima della
deposizione, oppure basta il giorno prima? E
ancora: basta un solo accoppiamento per fecondare
tutte le uova, oppure un accoppiamento per ogni uovo?
In realtà la fecondazione avviene 2-4 giorni prima
della deposizione, e come da lei intuito "a grappoli":
un certo gruppo di uova, con un solo accoppiamento,
viene per intero fecondato, ed è per questo che a
volte basta anche una sola copula per ottenere la
totalità di uova fecondate. Ciò non toglie che più
accoppiamenti aumentano, statisticamente, la
percentuale di successo.
In realtà, questo è sicuro, con la deposizione del
primo uovo, i giochi sono già fatti, ed eventuali
altri accoppiamenti servono soltanto per stemperare la
tensione del maschio o rafforzare il legame di coppia.
Proprio per questo, alcuni allevatori, con la
deposizione del primo uovo allontanano il maschio, per
non indurre disturbo alla femmina oppure per
impegnarlo in nuovi accoppiamenti.
Il sig. Demetrio, che da pochi anni alleva canarini di
colore ed arricciati padovani, ha da tempo intenzione
di iniziare ad ibridare, perciò avendo acquisito
alcuni Canarini del Mozambico chiede lumi
sull'ibridazione con canarini, dato che i
Mozambico iniziano la cova da settembre a gennaio
mentre i canarini più tardi.
Consigliamo di rallentare il Mozambico, e forzare la
canarina, con luce artificiale, in modo che a dicembre
sia disposta a deporre. Naturalmente, in questi casi
anche tutti gli altri uccelli risentiranno di questa
improvvisa primavera invernale, col rischio che i
nostrani (Cardellini, verdoni, verzellini etc.) vadano
in falsa muta. Allo scopo, sarebbe ottimo disporre di
un secondo locale dove alloggiare la specie a
riproduzione invernale, e le eventuali canarine ad
esse destinate.
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