Rivista di Ornitologia, Ornitocoltura, Ornitofilia e fotografia Naturalistica
 

La posta dei lettori ALCEDO N. 16/2004

 L'ALLEVAMENTO DEL CARDELLINO
(Al mio amico Alessandro)
Avevo circa 8 anni quando acquistai il mio primo Cardellino (ora ne ho 52) ed in tutti questi anni ho sempre pensato, o meglio sognato, che un giorno avrei visto riprodursi i cardellini in gabbia, come succede per i canarini. Ho sempre ascoltato con scetticismo coloro che mi raccontavano, fin dagli anni 80, di avere amici o conoscenti che avevano riprodotto i Cardellini in gabbia: quando passavo alla verifica mi ritrovavo puntualmente di fronte ad animali allevati da balie, e che dei genitori naturali si erano perse le tracce nel giro di 20 30 giorni (magari in quel momento erano dediti alla cura della nuova prole su qualche albero chissà dove!). Ho conosciuto da circa un anno un bravo ragazzo "Alessandro" da subito, nei pochi discorsi fatti, trasparivano in lui buona competenza, forte dedizione e grande attaccamento a questo nostro piccolo comune amico. in questo anno abbiamo (più che altro ha) operato una buona selezione dei nostri rispettivi Cardellini ed oggi finalmente sono arrivati i risultati. Nel suo modesto (15 mq) ma attrezzato locale ci sono 8 coppie di Cardellino, sottospecie ancestrale europea molto vicina alla sottospecie tschusii, di cui 6 con uova o prole. La cosa straordinaria è che delle 6 Cardelline che hanno già deposto tutte hanno fatto 6 uova, credo che questo sia il risultato della particolare cura dedicata alle femmine da parte di Alessandro. Inoltre sono presenti 4 coppie di Cardinalino del Venezuela e una coppia di Lucherino petto nero diluito (tutte con prole). Sicuramente nulla è stato facile, anzi tutt'altro, ma quando arrivano i risultati si è propensi a mettere una pietra sopra anche ai problemi, a tal proposito un particolare ringraziamento và al dott. Massimo Natale ad al dott. Gino Conzo, per i quali noi (io ed Alessandro) siamo degli emeriti sconosciuti, ma è grazie a persone come loro che con i libri, le riviste come Alcedo hanno, a mio avviso, impresso una svolta e dato una mano a coloro che si sono voluti cimentare in imprese come quella dell'allevamento dei Silvani. Concludendo voglio aggiungere per tutti coloro che non hanno raggiunto i "nostri" risultati, che non bisogna demordere o sgomentarsi ai primi insuccessi, ma cercare di comprendere quali sono stati gli errori commessi e porvi rimedio, informarsi sulle forme di nutrizione più indicate e prima di quanto si possa pensare arriveranno i risultati. Sono quelli come noi, come il dott. Natale, il sig. Alberti, Lino Milone o il mio amico Alessandro che un giorno potranno dire di aver contribuito ad eliminare il "Cardellino di cattura" .
PS: in allegato invio una foto di una Cardellina in cova dove è facile scorgere il becco di un piccolo che sporge sotto il petto della madre.
Mario S. da Taranto


 AGAPORNIS IN MUTAZIONE
Sono un vostro entusiastico lettore e colgo l'occasione per complimentarmi per le incredibili emozioni che mi regalate nel leggere la vostra rivista.
Allevo fringillidi indigeni ed esotici da diversi anni e vorrei dedicarmi all'allevamento degli Agapornis, di cui però non conosco quasi niente.
E' possibile avere il titolo di qualche buon testo sull'argomento anche in lingua inglese o spagnola?
Vorrei inoltre porre 2 quesiti:
1) esiste nel roseicollis una mutazione in cui il lipocromo della maschera facciale diventa giallo?
2) esistono mutazioni nel cana?
Ringrazio nell'attesa di una vostra risposta.

Risponde Antonio Misantone
Per quanto riguarda dei buoni testi sugli Agapornis le consiglio i seguenti libri di recente pubblicazione, uno in inglese e uno in francese.
1) Dirk Van den Abeele: The Lovebird. Il prezzo è di €. 12.50.
2) Dominique GILLE et Betrand FRANCOIS: La famille des Inséparables, prezzo 42,00 € (spese di spedizione incluse).
Maggiori dettagli su entrambi (spedizione, modalità di pagamento e quant’altro) li può trovare visitando il seguente sito: http://www.agapornidenclub.be/club_nieuw1.html 
Se i suoi interessi fossero orientati prevalentemente verso le mutazioni degli Agapornis le consiglio invece questi due testi specifici, il primo dei quali, scritto qualche anno fa, tratta solo delle mutazioni degli Agapornis, mentre il secondo, uscito lo scorso anno, tratta anche degli altri pappagalli.
1) Dr. Alessandro D'Angieri: The colored atlas of Lovebirds. Il testo può essere ordinato, via internet, ad Amazon.com Books e il prezzo è $ 20,37 ( €. 16.70).
2) Terry Martyn BVSc, A guide to.. Colour Mutations & Genetics in Parrots. Ed. ABK Book. Il costo è di 70 Dollari australiani (€. 41,00) e può essere ordinato, via internet, sul sito http://www.birdkeeper.com.au/v2/i 
Dell'Agapornis canus è apparsa, alcuni anni fa, una mutazione "Yellow" ma essa, per quanto se ne sa, è data per estinta. Non sembra che nel frattempo siano apparse altre mutazioni. Anche del roseicollis l'unica mutazione che interessa solo il lipocromo facciale è la mutazione faccia arancio, ma non mi risulta che ci sia una mutazione facciale di colore giallo.


 L’ALLEVAMENTO DEGLI INDIGENI E DEGLI ESOTICI
Egr. sig. Natale, sono un giovane ventiduenne che vorrebbe inoltrarsi nel meraviglioso mondo degli indigeni (europei ed esotici) e degli estrildidi.
Premetto che le mie conoscenze si basano sulle letture dei suoi meravigliosi ed approfonditi articoli, nonché nell'allevamento di alcune coppie di Carpodachi messicani e poche altre di canarini (questi ultimi da elidere dal mio allevamento). Le specie che vorrei introdurre sono le seguenti:
Verdone, Cardellino, Lucherino, Organetto, Lucherino Testa Nera, Verdone di Cina, Verdone Testa Nera, Verdone dell'Himalaya, Cardinalino del Venezuela, Diamante di Gould, Diamante Codalunga, Nonnetta, Cappuccino, Padda.
Quello che vorrei chiederle è:
1) per quali di queste specie è obbligatorio avere l'autorizzazione per l'allevamento amatoriale e il CITES;
2) se possono coesistere in uno stesso locale d'allevamento oppure no;
3) quali sono le rispettive tecniche di allevamento e dove posso reperire informazioni in merito;
4) per quali di esse è consigliabile l'uso cautelativo della balia;
5) quali siano le specie da avere come balia;
6) i relativi costi, perché essendo uno studente universitario, l'unica mia fonte economica proviene dal mondo arbitrale (in ambito provinciale e regionale).
Ancora non sono iscritto alla FOI, ma ho intenzione di iscrivermi quest'anno, anche perché un giorno (spero non troppo lontano) mi piacerebbe diventare giudice nel settore I.E.I.; proprio in riferimento a ciò le vorrei chiedere qual è l'iter burocratico da percorrere e le relative competenze per poter diventare un ottimo giudice.
Scusi l'enormità dei quesiti posti, ma la mia è una "fissazione maniacale", tantè che i miei amici mi prendono per pazzo!
Nella fremente attesa di una sua risposta la saluto e ringrazio per il lavoro che ogni giorno Lei ed i Suoi colleghi svolgete per noi, grazie. Cordiali saluti
Mannino Domenico

Risponde Massimo Natale
Gentile sig. Domenico
tenga conto che per tutti i fringillidi indigeni (Verdone, Cardellino,Lucherino, Organetto) è necessaria l'autorizzazione regionale, in genere dispensata dalla ripartizione faunistico-venatoria della propria provincia, mentre tra gli esotici, il Cardinalino ed il Padda sono soggetti a normativa Cites, di cui trova ampi ragguagli su alcuni numeri del 2003 di Alcedo (2-3-4-5) e sul relativo sito www.alcedoedizoni.it
Sono specie che possono certamente coesistere, con i debiti problemi legati ai periodi di riproduzione, a volte non coincidenti, all’alimentazione e, in generale, alla specializzazione. Per esempio, si tende a riprodurre gli esotici in inverno, in locali dedicati, e gli indigeni in primavera-estate. Ecco, credo in effetti dovrebbe non dico specializzarsi in una sola specie, ma quanto meno scegliere definitivamente tra fringillidi ed estrildidi.
Le balie sono sempre utili, per tutte le specie sopra citate, e non possono essere stabilite ovviamente a priori, ma soltanto dopo aver saggiato l'attenzione verso uova e pulcini da parte della madre naturale ed in generale le attitudini parentali della coppia. Comunque, balie per antonomasia sono canarini e messicani per i fringillidi, e passeri del Giappone per gli esotici.
I costi sono molto variabili, e davvero da me sconosciuti, anche perché è da molti anni che allevo quasi esclusivamente cardellini. Le consiglio di avvalersi sempre di soggetti d'allevamento, sia per ragioni pratiche che etiche.
In merito al diventare giudice, ottima occasione per migliorare ulteriormente le proprie competenze, e vivere di ulteriori risvolti la comune passione, le consiglio di rivolgersi direttamente alla FOI, che le saprà spiegare tempi e modalità.


 MISCELE PER MANDARINI E PADDA
Gentile Redazione di Alcedo,
mi rivolgo a Voi in quanto esperti e Vi chiedo se poteste fornirmi la giusta miscela di semi per un Diamante mandarino ed un Padda. Mi affido alle miscele già pronte ed esistenti in commercio, ma recentemente il Diamante ha manifestato feci sciolte e molto liquide, pur non avendo sintomi di malessere. Poiché non è la prima volta che questo accade, vorrei provare per prima cosa a migliorare la loro alimentazione, prima di fare altri tipi di ipotesi.
Vi ringrazio per la Vostra disponibilità ed ancora complimenti per la Rivista!!!
Cordiali saluti, Merloni Luisa.

Risponde Ivo Ginevra
Cara Luisa
Le miscele di semi per esotici in commercio sono da considerarsi più che valide, perché oramai le case produttrici di mangime sono molto attente a quelli che sono i bisogni alimentari dei nostri beniamini, quindi basterà affidarsi ad una ditta seria per non avere difficoltà in tal senso.
Diciamo che la corretta miscela per un Padda deve comprendere in gran parte il miglio nelle sue varietà, con predilezione per quello bianco, e poi scagliola, avena, panico e risone. Un po’ di canapa, niger e lino potrebbero ben completare la dieta che deve essere integrata da un buon pastoncino secco, osso di seppia e grit. Il miscuglio di semi idoneo per un Diamante mandarino, deve comprendere per tre quarti il panìco, mentre il restante quarto va tranquillamente coperto con scagliola, miglio, niger, lino ed anche con semi di lattuga e cicoria (questi ultimi meglio se somministrati a parte). Gradite sono le spighe di panico che impegnano il volatile distraendolo dalla noia giornaliera del contenitore.
Quello che le consiglio in ogni caso è di controllare la data della scadenza del miscuglio di semi e di accertarsi che lo stesso non contenga polveri. Penso sia inutile dirle che dei semi scaduti ed impolverati facciano decisamente male, pertanto, eviti di acquistarli sfusi nelle varie uccellerie a meno che non sia sicura della serietà professionale del commerciante. Diffidi, inoltre, da quelle semenze particolarmente brillanti, perché spesso lucidate con olio, proprio per conferire un aspetto accattivante a dei semi che, in caso contrario, non sarebbero venduti. Buona norma sarebbe quella di fornire i semi soltanto dopo aver fatto delle prove di germinazione, perché com'è ovvio, il seme che germina dimostra di contenere intatte le sue qualità nutritive. Solo in tal modo possiamo essere sicuri della genuinità dell'alimento che stiamo andando a somministrare ai nostri beneamati volatili.


 QUESITI VARI
Buongiorno, sono C. C., allevatore di Gloster di Napoli. Mi scuso se non vi ho scritto prima, era il minimo farvi i complimenti per la rivista ma il puntuale rinnovo dell’abbonamento è un segno tangibile dalla mia soddisfazione e, capirete che sono entusiasta nel leggere tutti gli articoli contenuti in Alcedo. Una critica però la voglio fare, cioè l’ultimo numero speciale sui mondiali, non mi è tanto piaciuto, avrei preferito magari metà rivista di foto e metà di articoli vari, tanto per leggere qualcosa in attesa della successiva uscita, in cui avrei trovato la restante parte delle foto ed altri articoli. E’ una piccola critica per una rivista che dopo circa 25 anni di allevamento e 9 da giudice ha tanto da dirmi...
Passiamo ora a dei miei quesiti.
Sul cartamo; ho letto il vostro articolo in cui vengono esaltati le doti di colorante naturale di questo seme, ma non mi è chiaro se il seme può apportare delle colorazioni indesiderate di rosso in soggetti non predisposti geneticamente tipo appunto canarini Gloster.
Inoltre, per renderli più teneri, vorrei fornirli germinati, se non ci sono controindicazioni, utilizzando le tecniche che ho appreso dalla vostra rivista. Faccio presente che i miei canarini consumano già normalmente semi di girasole nero germinati.
Proprio per quanto riguarda la germinazione, noto tempi diversi di germinazione da seme a seme, da ciò deduco che forse è preferibile far germinare sempre i semi singolarmente e non usare un misto di semi.
Al tal proposito avendo notato una germinabilità molto diversa da seme a seme, mi chiedo: questi semi possono essere stati trattati all’origine con tecniche tali da non farli germinare? Ho sentito parlare di trattamenti con raggi particolari! I semi, si spera sempre freschi, non dovrebbero germinare tutti? Ho provato i semi di ravizzone, lattuga bianca, grano saraceno, girasole con buoni risultati, sesamo e perilla con risultati insoddisfacenti, ed ora sto provando il grano ed il cartamo e vorrei provare anche il lino durante la muta e se ne avete altri da consigliare ben vengano.
La tecnica utilizzata è sempre quella da voi suggerita. I miei canarini mangiano solo scagliola, e ogni giorno hanno uno dei semi su elencati germinato, oltre al pastone.
Su libri specializzati nel canarino ho letto della farina gialla, mi domando se si tratta della normale polenta. A tale proposito spero che presto uscirà un articolo su come preparare un buon pastoncino fatto in casa con ingredienti semplici e di facile reperibilità.
La ringrazio fin da ora e mi scuso per il tempo che le porterò via. Grazie.

Risponde la Redazione
Gentile sig. Claudio la ringraziamo per la segnalazione, purtroppo la via di mezzo, in merito allo Speciale dedicato ai mondiali, non era percorribile: sarebbe stato poco godibile, per tutti, scindere in due parti Alcedo: gli "affamati" di mondiali avrebbero trovato scarno lo speciale, e gli appassionati di solo allevamento, ma non di selezione, avrebbero comunque ricevuto una rivista monca. Noi abbiamo pensato che sarebbe stato comunque bello per tutti, per chi non ha mai vissuto un mondiale, almeno l'opportunità di osservare adeguatamente i vincitori, nonché passeggiare virtualmente nei locali del Beaulieu di Losanna. Comunque, l'anno prossimo, realizzeremo un numero speciale non compreso nell'abbonamento.
Venendo ai suoi quesiti, tenga conto che il cartamo, se ammollato, libera gli oli, per cui diviene meno "pigmentante", mentre per ottenere il meglio dell'effetto sul piumaggio andrebbe somministrato secco, triturato per i becchi non troppo possenti. Ottime allo scopo le grattugie elettriche. Non sappiamo se in effetti possa pigmentare anche i soggetti a fattore giallo, crediamo che come tutti i pigmentanti naturali faccia il suo effetto solo sui soggetti predisposti all'estrinsecazione del rosso, tuttavia ci piacerebbe molto se lei seguisse per noi l'esperimento, su due o tre soggetti, inviandoci poi un resoconto da pubblicare su Alcedo in merito ad eventuali effetti sul piumaggio dei soggetti a fattore giallo.
Tutti i semi hanno tempi leggermente diversi, e come scrivemmo a suo tempo in quei tre articoli dedicati ai semi ammollati, sarà cura dell'allevatore scegliere i semi tra quelli a più rapido ed omogeneo indice di germinazione.
In ogni caso, per non complicarsi troppo le cose, va benissimo mettere in germinazione, per esempio, il niger, il girasolino nero e la lattuga, che germinano, tutti, in 24 ore (ad almeno 20C°) e sono ottimi tanto per la muta quanto per la crescita dei novelli nel nido.
Alcuni semi, come la perilla scura ed il cardo, sono tostati e per questo a basso indice di germinazione ed onestamente, almeno a nostro avviso, non troppo utili in allevamento.
Ottimo, durante la muta, il lino, sia secco che germinato.
Presto, come promesso da un nostro collaboratore, proporremo un valido pastoncino fatto in casa, completo ed equilibrato.


 IN BREVE
Il sig Rocco, chiede delle delucidazioni sulla riproduzione nel canarino: quando avviene in realtà la fecondazione? Qualche giorno prima della deposizione, oppure basta il giorno prima? E ancora: basta un solo accoppiamento per fecondare tutte le uova, oppure un accoppiamento per ogni uovo? In realtà la fecondazione avviene 2-4 giorni prima della deposizione, e come da lei intuito "a grappoli": un certo gruppo di uova, con un solo accoppiamento, viene per intero fecondato, ed è per questo che a volte basta anche una sola copula per ottenere la totalità di uova fecondate. Ciò non toglie che più accoppiamenti aumentano, statisticamente, la percentuale di successo.
In realtà, questo è sicuro, con la deposizione del primo uovo, i giochi sono già fatti, ed eventuali altri accoppiamenti servono soltanto per stemperare la tensione del maschio o rafforzare il legame di coppia. Proprio per questo, alcuni allevatori, con la deposizione del primo uovo allontanano il maschio, per non indurre disturbo alla femmina oppure per impegnarlo in nuovi accoppiamenti.
Il sig. Demetrio, che da pochi anni alleva canarini di colore ed arricciati padovani, ha da tempo intenzione di iniziare ad ibridare, perciò avendo acquisito alcuni Canarini del Mozambico chiede lumi sull'ibridazione con canarini, dato che i Mozambico iniziano la cova da settembre a gennaio mentre i canarini più tardi.
Consigliamo di rallentare il Mozambico, e forzare la canarina, con luce artificiale, in modo che a dicembre sia disposta a deporre. Naturalmente, in questi casi anche tutti gli altri uccelli risentiranno di questa improvvisa primavera invernale, col rischio che i nostrani (Cardellini, verdoni, verzellini etc.) vadano in falsa muta. Allo scopo, sarebbe ottimo disporre di un secondo locale dove alloggiare la specie a riproduzione invernale, e le eventuali canarine ad esse destinate.

 

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