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LO SPECIALE SUI
MONDIALI
Gentile Redazione
ho ricevuto solo oggi il numero speciale Mondiali
Losanna 2004. Volevo con questa mia lettera fare i
complimenti per l'ottimo lavoro svolto, per la qualità
al solito straordinaria delle fotografie, e per
l'intuizione avuta. Bravi davvero. Un'esperienza
sicuramente da ripetere.
L'unico neo invero che ho riscontrato è questo. Ho
notato, almeno per quanto riguarda i canarini che io
conosco e allevo, delle inesattezze nelle didascalie.
Comprendo benissimo che scrivere delle didascalie, e
quindi in questo caso, giudicare un canarino da una
semplice, se pur ottima e chiara foto, è quanto di più
arduo e difficile si possa fare. Premesso ciò non ho
capito come si sia potuto scrivere (in una foto che
mostra un Padovano fotografato di lato a pag. 37)
"Anche lo stacco che dovrebbe avere tra il jabot e
l'addome non si nota” quando è noto che tale
caratteristica si può ammirare unicamente guardando il
canarino di fronte. Lateralmente è impossibile.
Fiorino Ciuffato a pag.35: "Jabot leggermente
scomposto" ma anche in questo caso il soggetto è
fotografato di lato, e il Jabot non lo si può vedere.
Infatti, non si vede.
A.G.I a pag. 38 "Ottima e profonda la pettorina” ma
anche in questo caso la pettorina non si può vedere, e
non si vede. La foto ritrae il soggetto ancora
lateralmente.
Ma soprattutto a pag. 36 vi è un errore che è bene a
mio avviso evidenziare.
Parigino: recita la didascalia "La testa, ben fatta
con ottimo casco”. La testa a casco nei Parigini non
esiste. Esiste la testa con elmo e piume ribattute a
sinistra o a destra (calotta semplice), o da tutte e
due le parti (calotta doppia) come nel caso del
Parigino della fotografia. La testa a casco richiama
alla mente ben altri tipi di teste, tipiche però, solo
nell'A.G.I.
Mai come in questi periodi bisogna far ben chiarezza
fra quelle che sono le caratteristiche del Parigino e
quelle invece proprie dell'A.G.I. Qui mi fermo, e mi
scuso per il tono che potrebbe sembrare un po’
saputello. Ma il parere è onesto, e il mio "in bocca
al lupo” è sincero. Quando passo da Monza, vengo a
trovarvi.
Valendino Giuseppe
Risponde
la Redazione
Gentile sig. Valendino
il redattore delle didascalie ha ricevuto diverse
proiezioni dello stesso soggetto (anteriore, laterale,
posteriore) ed ha redatto il giudizio in didascalia
osservando diverse prospettive, mentre su Alcedo, per
questioni di spazio, alla fine abbiamo potuto
pubblicare una sola foto, dunque una sola proiezione.
Già in questo numero, trova un altro contributo sui
soggetti osservati ai Mondiali di Losanna.
La ringraziamo per la segnalazione e la aspettiamo
presto in redazione.
VACCINAZIONE ANTIVAIOLOSA
ED R1
Complimenti per la BELLISSIMA rivista, sono un vostro
abbonato ed appassionato lettore, vorrei porvi alcune
domande:
1) Dovrei fare il vaccino per il vaiolo, però alcuni
miei canarini hanno iniziato la muta, altri invece
hanno ancora i piccoli. Posso farlo a tutti oppure
ormai devo aspettare che tutti abbiano terminato la
muta (fine Agosto)?
2) Dovrei scegliere alcuni soggetti R1 maschi
(verzellino X canarina giallo mosaico), essendo alcuni
pezzati ed altri gialli (devono ancora terminare la
muta). Per l'accoppiamento futuro con canarine giallo
mosaico, quali sono i soggetti più idonei? Come devono
essere le eventuali femmine G.M. (taglia grande,
piccola, linea maschile oppure linea femminile?) al
fine di ottenere un buon risultato sia sulla taglia
che sul lipocromo?
Ringraziandovi anticipatamente per un'immediata
risposta vi porgo le più sincere congratulazioni per
il lavoro svolto.
Aurelio, e-mail
Risponde
la Redazione
Gentile sig. Aurelio
la vaccinazione è bene venga effettuata a fine muta,
dunque alla fine dell'estate/inizio stagione
autunnale.
In merito agli R1, onestamente la strada che prevedeva
un miglioramento dei mosaico attraverso il delicato
verzellino è stata da tempo rivista, per cui si tende,
in tal senso, a non inserire sangue del serino
indigeno, se non in alcuni ceppi di gialli per
migliorarne la qualità del lipocromo. Comunque,
volendo proprio utilizzarli, è bene accoppiare questi
maschi R1 con canarina mosaico di grossa taglia (per
bilanciare la riduzione di stazza dettata dal serino
selvatico), e di buona categoria e tipicità.
ANCORA SULLA
SPIRULINA
Rileggendo l'articolo LA SPIRULINA - GENNAIO 2003, mi
accorgo che la quantità di spirulina da aggiungere al
pastoncino è dell'1% (1 grammo per kg.). Devo
considerare esatta la dose di 1grammo per kg.?
Ringrazio anticipatamente, Bruno Campolo
Risponde
Angelo Fumagalli
Egr. Sig. Campolo
nell'articolo da Lei indicato, la dicitura (1 grammo
kg) è errata, si tratta di un errore di stampa, che
era già stato segnalato in un numero successivo di
Alcedo, anche perché è in netto contrasto con
l'indicazione "aggiungere la Spirulina nella dose
dell’1%", infatti la dose dell'1% su di un kg di
prodotto è di 10 grammi, non di 1 grammo.
All'inizio del paragrafo "Modalità d'uso" trova la
definizione globale e corretta, ovvero:
"La dose normalmente consigliata varia dallo 0,5%
all’ 1%, ovvero dai 5 ai 10 grammi per Kg di alimento.
Nel caso la Spirulina venga aggiunta ad alimenti umidi
è consigliabile non eccedere la dose dello 0,5%, su
alimenti secchi può essere aggiunta in quantità
maggiore, fino alla dose massima dell’1%".
I CANARINI PHAEO
Gentilissima Redazione, sono un nuovo iscritto alla
Vostra rivista e vorrei porVi un quesito cui spero
possiate fare finalmente chiarezza, e che riguarda il
modo d'interpretare il criterio di giudizio, in
particolare per i canarini Phaeo. La domanda è: di
questi canarini, quelli geneticamente nero-bruni, sono
giudicabili o sono da squalificare se presentati in
gara? Domanda, questa, che è oggetto di molte
discussioni e divergenze di opinioni con alcuni amici
che allevano, come me, questo tipo di canarino. Nel
ringraziarVi in anticipo della disponibilità concessa,
mi complimento con Voi per l'impegno fino ad ora
profuso e spero che continuiate a trattare argomenti
importanti e specifici, che approfondite sempre con
molta semplicità, rendendo a tutti un utile servizio.
Cordialmente Gennaro Savino
Risponde
Diego Crovace
Gentile Gennaro,
i canarini Nero sui quali agisce la mutazione Phaeo
non sono giudicabili solo nel caso in cui presentino
sul piumaggio l’effetto comunemente denominato
“melanina centrale”.
Tra i motivi d’astensione dal giudizio
particolareggiato (previsti dai “criteri di giudizio”,
proposti dalla Commissione Tecnica Nazionale dei
canarini di colore ed approvati dal Consiglio
Direttivo Federale), al punto 9 è prescritto che il
giudice (in osservanza del regolamento dell’ordine dei
giudici), in presenza di eumelanina al centro di penne
(riferendosi a remiganti e timoniere) e piume (con
riferimento alle restanti penne del piumaggio) in
canarini Phaeo, compila la scheda di giudizio,
astenendosi dall’attribuire il punteggio
particolareggiato, indicando unicamente il numero di
gabbia, la data, la denominazione completa del
soggetto esposto, avendo cura di specificare nello
spazio riservato alle note il motivo del mancato
giudizio.
In merito alla “melanina centrale”, Le rappresento che
è verosimile ritenere che tale effetto possa essere
determinato dalla minore capacità della mutazione in
argomento di inibire totalmente la melanina nera che
pigmenta la parte centrale delle penne dei Nero (a
differenza di quanto accade nei confronti dell’eumelanina
bruna dei Bruno, i quali sono esenti dal difetto ).
L’indesiderata presenza di eumelanina nera, inoltre,
si riscontra in maggior misura su esemplari frutto di
accoppiamenti in purezza ed è più evidente su
remiganti e timoniere.
Per evitare (o marginare) l’inconveniente, pertanto,
si dovrebbero formare coppie composte da un portatore
e da un puro ovvero da due portatori. Tali
accoppiamenti, tuttavia, riducono il numero dei
novelli Phaeo potenzialmente ottenibili da cui trarre
i soggetti da esporre: questo è il motivo per cui
molti preferiscono allevare solo Phaeo geneticamente
Bruno. Tale circostanza non deve indurre a concludere
che questi ultimi sono da preferire ai Nero Phaeo
poiché ritenuti in grado di generare soggetti migliori
dal punto di vista della tipicità: tutto dipende dal
livello di selezione raggiunto ed è strettamente
connesso alle caratteristiche del tipo base sul quale
agisce la mutazione.
QUESITI SULLA GENETICA
DEI CARDELLINI
Ciao sono Andrea, vorrei
sapere il tipo di prole ottenuta dai seguenti
accoppiamenti:
• maschio cardellino portatore di Agata x femmina
cardellina testa bianca;
• maschio cardellino portatore di testa bianca x
femmina cardellina Bruno;
• dire Lutino e dire Satinè è la stessa cosa?
• maschio Lutino x femmina testa bianca
Risponde Massimo Natale
Caro Andrea, ecco i risultati d'accoppiamento, per
calcolare i quali è sufficiente considerare la
mendeliana legge de “l’indipendenza dei caratteri”, e
considerare cioè ogni singolo carattere ereditario
come un’unità indipendente.
1. Femmine metà Agata e metà ancestrali, maschi metà
portatori e metà ancestrali; tutta la prole (maschi e
femmine) portatori di testa bianca
2. femmine tutte a fenotipo ancestrale, la metà
portatrici di testa bianca; maschi tutti portatori di
Bruno, la metà anche di testa bianca
3. Non è la stessa cosa, il Lutino è a base nera, il
Satinè è a base bruna. Attualmente, in Italia, con il
termine Satinè si intendono cardellini a genetica
Lutino, per ragioni spiegate nel numero 6 di ALCEDO
del 2002. Il vero Satinè, nato dall’interazione tra
Bruno e Lutino, dobbiamo ancora ammirarlo, e
probabilmente un esemplare è fotografato nel libro IL
CARDELLINO. Dico probabilmente perché per essere certi
della vera natura di quel soggetto, dovremmo conoscere
il genotipo dei genitori
4. tutte femmine Lutino, tutti i maschi portatori di
lutino. Tutta la prole (maschi e femmine) portatrice
di testa bianca.
BRINATO X MOSAICO:
UN RISULTATO INATTESO
Gentile Redazione, questa stagione cove mi è capitato
di dover accoppiare un maschio rosso brinato con
brinatura uniforme su tutto il mantello (destinato
precedentemente ad una femmina intensa che è morta
prima delle cove) ed una femmina rosso mosaico,
entrambi lipocromici. So che si tratta di un
accoppiamento sbagliato per i problemi che si
sarebbero creati nel piumaggio dei novelli. Come se
non bastasse, poi, la femmina proviene da un
allevatore amatoriale senza molta esperienza, ed è
figlia di un maschio mosaico con piumaggio molto lungo
e scomposto con sopracciglia debordanti sugli occhi
(anche se lei non manifesta questo difetto) ed una
femmina rosso brinata con piumaggio morbido e
abbondante; bene,io credevo di fare un disastro o
quasi ed invece i novelli della prima cova, a muta
quasi ultimata (tutti brinati) anche se di categoria
non eccezionale, presentano tutti un bel piumaggio
simile a quello dei genitori, senza degenerazione
alcuna, ed in 2 di questi sembra quasi più corto e
attillato. Ora vorrei chiedervi: è un fenomeno normale
o si tratta di un’anomalia? Ringraziandovi per
l'attenzione cordialmente saluto
Dino Mellone, e-mail
Risponde Diego Crovace
Gentile Dino,
la corretta valutazione del piumaggio dei novelli
dovrebbe essere compiuta ad ultimazione della muta,
periodo in cui le penne che ricoprono un canarino
hanno assunto il loro assetto definitivo.
Ad ogni buon conto, qualora le caratteristiche del
piumaggio della prole ottenuta dall’accoppiamento da
Lei descritto fossero quelle evidenziate allo stato,
non sarebbe corretto parlare di anomalia (in biologia,
deviazione anatomo-strutturale o funzionale, per lo
più ereditaria o congenita), ma di normale (seppur
poco frequente) espressione fenotipica, frutto della
combinazione degli innumerevoli caratteri genetici
trasferiti alla prole dai genitori.
Un semplice esempio potrà chiarirLe il concetto: da
due coniugi con capelli neri e lisci nasce un figlio
con capelli rossi e ricci. Data per certa la
paternità, non potendo classificare l’evento come
anomalo (sarebbe tale, ad esempio, la mancanza
assoluta di capelli), è evidente che trattasi di
espressioni fenotipiche latenti nei due genitori
ovvero in uno di essi (a seconda delle modalità di
trasmissione dei caratteri citati) e che da questi
sono state trasferite e si sono manifestate nel
figlio. Tornando al suo caso, il maschio (brinato) e/o
la femmina (verosimilmente mosaico portatrice di
brinato), sono detentori di un corredo genetico
(latente e/o visibile) per cui il piumaggio dei figli
risulta essere corto ed attillato (benché
l’accoppiamento in argomento comporti, in generale,
l’allungamento del piumaggio oltre al suo scadimento
in termini di espressione lipocromica e di categoria).
In questa circostanza più che di anomalia parlerei di
eccezione (intesa come evento normale a bassa
frequenza), la cui ricorrenza è in funzione del
corredo genetico dei riproduttori.
Sarebbe da verificare se selezionando le eccezioni è
possibile tramutare le stesse in regola, analogamente
a quanto si verifica nei mosaico, categoria in cui
l’accurata selezione operata negli ultimi anni, specie
nei lipocromici, dimostra che è possibile contenere il
piumaggio della prole pur accoppiando reiteratamente
mosaico tra loro, scelti in combinazione ottimale in
termini di compostezza del carattere in argomento.
Concludo riferendo di un esempio reale: conosco un
allevatore che alcuni anni fa vinse i campionati
italiani con uno stamm molto tipico di Rosso Avorio
brinato, tutti figli di una stessa coppia composta da
due soggetti, entrambi a piumaggio brinato. Negli anni
successivi, tuttavia, non ha ottenuto alcun risultato
apprezzabile né dalla stessa coppia né da altre dieci
impostate in tal guisa (utilizzando come riproduttori
anche i figli della stessa coppia), giungendo a
disfarsi, dopo due anni, dell’intero ceppo. E’ lecito
concludere che le “combinazioni ottimali” (da
considerarsi quale evento di difficile realizzazione),
che avevano dato vita ad esemplari tipici ai fini
espositivi, non si sono più ricomposte.
DISSENTERIA E
COLIBACILLOSI
Salve , sono un vostro abbonato. Allevo i nero
rossi e nero rossi mosaici. Mi sta capitando (come da
circa tre-quattro anni) che solo i mosaici soffrano di
dissenteria (fondo della gabbia sempre bagnato e
maleodorante). Purtroppo nel corso degli anni ho anche
notato che nel periodo riproduttivo ho delle
difficoltà più o meno grosse (da nido a nido), a
portare a svezzamento i piccoli sempre e solo nei
mosaici.
I sintomi sembrerebbero quelli della colibacillosi.
Quest'anno durante la prima covata ho perso quasi il
60% dei nati e un'altro 30% sul totale delle uova
feconde deposte (non nati). A fronte di questo
disastro nella seconda e ultima covata mi sono deciso
ad adottare la terapia proposta da Alcedo nel numero
di Marzo 2002 (“Storia di una colibacillosi”) usando
il ciproxin da 250 mg nella dose di 1/2 pastiglia x
litro di acqua nel beverino e col contagocce per tre o
quattro volte al giorno direttamente nel gozzo ai
piccoli. Ciò soltanto nei nidi malconci. Ho avuto dei
miglioramenti del 60-70% dei nati. Tengo a precisare
che l'alimentazione è uguale sia per i mosaici che per
i bronzi tranne la colorazione da nido per gli ultimi.
Non faccio terapie pre cova anche se alcuni allevatori
mi consigliano di farle x eliminare il problema. Voi
cosa mi consigliate? Il La dissenteria durante il
periodo subito dopo le cove può essere collegato al
problema che ho durante le cove? Sinceramente non so
più cosa fare o pensare.
Cordialmente D. P. G. e-mail
Risponde la
Redazione
Gentile sig. D.P.
la riuscita clinica della terapia con ciprofloxacina,
depone per una batteriosi intestinale, salmonellosi o
più probabilmente colibacillosi. Anche la sindrome che
affligge i novelli adulti dovrebbe essere tale e
riconoscere la stessa eziologia (causa). Se, in
effetti, anche noi siamo contrari alle terapie precova,
ne siamo favorevoli solo nei casi in cui l'anno
precedente (o, come nel suo caso, durante gli anni
precedenti) l'allevamento ha dimostrato problematiche
sanitarie. Noi diremmo di fornire il Ciproxin a tutti
i riproduttori, un mese prima degli accoppiamenti, per
6 giorni, seguiti da 7 giorni di multivitaminico, a
sua volta seguito da altri 5 giorni di Fura-os (un
medicinale che ha dimostrato buon potere preventivo
verso la dissenteria). Ci faccia conoscere i risultati
e l’andamento della riproduzione per il prossimo anno
NOTIZIE SU L’ASTRILDE CERULEA
Salve, sono un vostro abbonato da Firenze. Allevo
in voliera ondulati, e in gabbia diamantini
mandarino...ma non mi ritengo un allevatore. Da tempo
cerco degli estrildidi fantastici che qui chiamano
coda d'aceto, Astrildida cerulea, giusto? Parlando con
l'allevatore Enzo Patenè che mi incita a comprarne una
coppia, mi sono accorto di non conoscere praticamente
niente di questi gioielli naturali. Su internet non ho
trovato niente...neanche una misera foto...Quindi
chiedo a voi un piccolo aiuto, e se fosse possibile,
avere link e indirizzi email di allevatori italiani.
Grazie in anticipo per la cortese pazienza
M. B. e-mail
Risponde Ivo Ginevra
L'Astrilde cerulea è un piccolo uccellino originario
dell'Africa centrale che generalmente non supera i 10
cm. di lunghezza. Il suo colore generale è grigio
ceruleo (da qui si spiega l'origine del nome),
leggermente sbiadito sulla parte facciale con un becco
nero lucido da dove parte una fascia sempre di colore
nero che attraversa l'occhio sfumando verso l'esterno.
Il ventre è nero fuliggine, mentre la coda, il
groppone, il basso ventre, il sopracoda ed il
sottocoda sono del caratteristico colore rosso vinoso.
Il dimorfismo sessuale è impossibile da distinguere
per un allevatore inesperto perché i sessi si
presentano simili; soltanto un occhio molto allenato
potrà notare che la femmina è leggermente più piccola
e più chiara. Una volta acclimatato non è un uccellino
che necessita di particolare cure, ma teme i rigori
dell'inverno. Per la sua alimentazione va benissimo il
comune misto per esotici, integrato con spighe di
panico e piccoli insetti, specialmente nel periodo
riproduttivo; in tale fase gradisce molto i semi
immaturi di graminacee ed i semi germinati. La sua
riproduzione non è particolarmente facile da
affrontare in gabbia mentre in voliera le possibilità
di riuscita cominciano ad aumentare. Durante il
periodo degli amori, il maschio Coda di aceto
evidenzia un carattere battagliero nei confronti dei
suoi rivali, pertanto è meglio per la riuscita della
riproduzione, alloggiarne uno solo negli appositi
spazi riservati alla cova. Gradisce anche i nidi già
utilizzati da altre specie ed una volta deciso a
riprodursi, con la dovuta integrazione proteica negli
alimenti, manifesta le stesse particolarità che
possiedono le altre specie di Estrildidi.
Personalmente ritengo che sia un grazioso volatile, ma
lo sconsiglio ai principianti, mentre incito chi ama
le riproduzioni difficili a cimentarsi con questa
Estrildide e magari riuscendo a costruire un ceppo
domestico, anche perché, prima o poi, bloccheranno
tutte le esportazioni come hanno già fatto per tante
specie simili. Evitiamo, pertanto, che il Coda aceto
diventi un ricordo degli allevatori più anziani!
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