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PROBLEMI
CON I VERDONI
Egr. Dr.
Natale, complimentandomi
per la nuova rivista ed aderendo con entusiasmo
all'abbonamento, colgo l'occasione per porLe alcune
domande riguardanti l'allevamento del Verdone.
Da anni allevo Canarini di colore con buoni risultati
ed avendo sempre avuto una certa attrazione per i
Verdoni mutati ho deciso di cambiare totalmente
allevamento.
Inizialmente alloggiavo le coppie in gabbie da 120 cm.
e riscontravo difficoltà durante il periodo della
riproduzione, in quanto le femmine di Verdone
deponevano le uova sulla grata senza covarle.
Questo problema penso di averlo risolto, costruendo
voliere di 120x150x230 cm. Cosa ne pensa a riguardo?
Da allevatori più esperti avevo appreso della
difficoltà di allevamento dei Verdoni, a causa di
problemi gastrointestinali e da coccidiosi a cui
questa specie pare particolarmente soggetta. Pensavo
di risolvere questo problema selezionando in modo
naturale i soggetti nati e allevati da me che non
presentassero alcun problema sanitario.
Pur formando un ceppo con soggetti sani, mi ritrovavo
nella stagione riproduttiva con novelli di 25 - 30
giorni che invece di alimentarsi in modo indipendente,
chiedevano l'imbeccata del maschio in modo eccessivo e
pur nonostante venissero assecondati, deperivano fino
a soccombere.
Non somministro sulfamidici ne coccidiostatici perché
contrario a trattamenti sistematici come suggeritomi
da amici allevatori; cerco nell'alimentazione la
soluzione al problema.
I soggetti che superano il periodo critico non
presentano alcun problema se non in casi eccezionali,
come successo recentemente: una femmina novella che
alloggiava con altri 5 novelli, presentava i soliti
sintomi (gozzo pieno, sterno tagliente, pancia gonfia
ed arrossata) mentre gli altri novelli erano
perfettamente sani. Messa in quarantena in gabbia con
grata, le ho somministrato, come ultima soluzione, 8
gocce di sulfamidico per 7 giorni consecutivi senza
risultato (dose consigliata da altri allevatori).
L'alimentazione è costituita da un miscuglio per
Canarini con perilla, miscela di 25 semi diversi,
spighe di panico, grit con sali minerali, osso di
seppia, vitaminici di base. Durante il periodo di
riproduzione, aggiungo semi germinati. Non somministro
verdure ed erbe prative per mancanza di tempo.
Sia il locale di allevamento che le voliere sono
puliti e ben arieggiati, con possibilità di
esposizione al sole per diverse ore. Può essere utile
una diversa alimentazione, per esempio con estrusi?
Come posso combattere la gastroenterite e la
coccidiosi?
La ringrazio anticipatamente, ed in attesa delle sue
sicuramente interessanti risposte, porgo distinti
saluti.
Silvio B. (e-mail)
Risponde
Massimo Natale
Gentile Sig. Silvio,
notoriamente l'utilizzo di voliere, pur di dimensioni
non esagerate ma razionali come le sue, facilita non
poco lo svolgimento di un adeguato ciclo riproduttivo,
specie delle femmine di indigeni, che in gabbia
presentano spesso turbe del comportamento, quali
mancata costruzione del nido e/o deposizioni sul fondo
(legga in questo numero l'articolo sulla gomma piuma).
Per quanto riguarda il "male oscuro" del Verdone,
ossia le problematiche intestinali che spesso
colpiscono i novelli durante lo svezzamento, non ho
esperienze dirette, ma chiacchierando ogni giorno con
molti allevatori (anche di Verdoni) che mi descrivono
le loro esperienze ed i loro problemi, ho spesso
ricevuto la descrizione di una sintomatologia molto
simile a quella che colpisce alcuni suoi novelli. Non
credo si tratti di coccidiosi (più frequente dopo i 40
giorni di vita). Credo si tratti più probabilmente di
una batteriosi intestinale, ossia un'infezione dovuta
al contemporaneo instaurarsi sulla mucosa intestinale
di coliformi e megabatteri. A livello preventivo, le
suggerisco di fornire spesso (anche tutti i giorni,
anche coi piccoli nel nido) l'aceto di mele nell'acqua
di bevanda, la cui utilità viene ampiamente spiegata
nel relativo articolo presente sul primo numero di
Alcedo. Inoltre, le suggerisco di aumentare in muta la
percentuale di scagliola, e di andar cauto con gli
estrusi che spesso non hanno fornito i risultati
promessi. Se possibile, la prossima volta che le
capita il decesso di un novello nel o subito fuori dal
nido, porti il cadavere all'istituto zooprofilattico,
che le farà una diagnosi, un antibiogramma e le darà
indicazioni sicuramente più sicure e meno azzardate
delle mie!
Cordialmente, Massimo Natale
MERLO, CANARINI DI
COLORE ED IMPRINTING
Salve, ho appena ricevuto la Vostra rivista di
ornitologia e natura e volevo farvi i miei
complimenti. Ho alcune domande da fare.
La prima riguarda un merlo pezzato in mio possesso,
che al termine della muta ha assunto un piumaggio
strano, con penne caudali bianche e nere e la presenza
di diverse penne bianche anche sul dorso. Cosa ne
pensate in merito?
Seconda domanda, ho iniziato solo da poco ad allevare
qualche canarino, ho accoppiato un maschio con una
femmina brinata rossa e la femmina giallo pezzata con
un cardellino che ha già 4 anni ed è sempre stato da
solo. Questi colori vanno bene come combinazione
oppure è meglio coppie dello stesso colore? E' la
femmina scelta per il Cardellino mi darà prole ibrida
di buona fattura?
Terza domanda. Mi hanno regalato un Verdone maschio
allevato da canarini, messo in voliera si è accoppiato
con una Verdona portando felicemente a conclusione 2
nidiate. Nonostante nella voliera ci fosse anche una
coppia di canarini, non l'ho mai visto prestare
attenzione per la femmina. Allevo anche anatre
ornamentali e conosco bene il fenomeno dell'
imprinting (un codone maschio allevato da una germana
da adulto cercherà solo germane). Questo fenomeno non
interessa, da quanto ho potuto verificare, i nostri
piccoli uccelli, oppure continuando a baliare sempre
lo stesso ceppo questo fenomeno potrebbe interessare
anche loro?
Spero di non averla annoiata, grazie comunque per le
eventuali risposte. Buon lavoro.
Marco L. (e-mail)
Risponde la Redazione
Gentile sig.Loretti, la ringraziamo per i complimenti
alla rivista. Veniamo alle sue domande.
Il Merlo in suo possesso potrebbe presentare delle
zone acianiche (ossia bianche) in quanto cresciuto
allo stecco. Spesso, l'allevamento allo stecco si
rivela carente in alcuni principi nutritivi che
possono indurre la formazione sul piumaggio di parti
decolorate. La seconda muta sarà molto importante: se
il Merlo manterrà inalterate le zone bianche, potrebbe
trattarsi di effettivo fattore-pezzatura. In tal caso,
l'accoppiamento con un Merlo dal piumaggio normale
potrebbe risolvere definitivamente la questione: se la
prole ottenuta presenterà parte del piumaggio pezzato,
trattasi di fattore ereditario.
Per quanto riguarda i Canarini, le sconsigliamo di
accoppiare gialli con rossi, pena l'ottenimento di
canarini intermedi di nullo valore selettivo. Le due
linee andrebbero rigorosamente separate. Visiti
qualche allevatore impegnato di canarini dalle sue
parti e vedrà coi suoi occhi l'importanza di
un'adeguata selezione ed i traguardi raggiunti della
moderna canaricoltura.
Infine, per l'ibrido con il Cardellino, una canarina
giallo pezzata dovrebbe andare bene, nella speranza di
ottenere degli ibridi chiari, tuttavia anche in questo
caso l'accoppiamento potrebbe essere migliorato:
cardellino con canarina giallo mosaico, per esempio,
per ottenere degli ibridi magari pezzati e con la
mascherina del cardellino ben disegnata, oppure con
canarina bronzo mosaico per ottenere degli ibridi
scuri e con zone di elezione ben marcate.
Per quanto riguarda il fenomeno dell'imprinting, in
effetti anche nei passeriformi si verifica, anche se
in modo molto meno marcato che gli anatidi. Ma, come
giustamente lei scrive, è soprattutto insistendo su
tale strada che si crea un ceppo eccessivamente
imprintato, dunque eviti per il futuro, se vuole
ottenere un ceppo sano e fertile di verdoni, di
baliare ulteriormente i novelli sotto le canarine e
prediliga sempre l'allevamento in purezza e senza
balie. Sperando di esserle stato d'aiuto e rimanendo a
sua disposizione per ulteriori dubbi, inviamo cordiali
saluti
ROGNA DEI GOULD
Da qualche anno allevo Diamanti di Gould. Avrei
piacere di sapere il vostro parere su questo quesito:
per quale motivo alcuni soggetti dell'allevamento
perdono le penne della testa? Tutt'ora ho delle
femmine completamente spennate in testa, fino al
collo, che depongono regolarmente uova feconde.
RingraziandoVi anticipatamente
Francesco G. (e-mail)
Risponde la Redazione
Gentile Sig. Francesco, al momento e con i dati che
Lei ci fornisce, possiamo soltanto realizzare delle
vaghe ipotesi: parassiti (acari) o, se il problema è
circoscritto alle sole femmine, beccaggio delle piume
della compagna da parte del maschio irruente.
Eventualmente, realizzi qualche fotografia e descriva
più dettagliatamente il suo caso, potremmo proporre il
quesito al veterinario consulente della rivista e
cercare di darle risposte più precise.
Cordiali saluti
QUESITI VARI
Ciao Redazione di Alcedo! Sono entusiasta della
nascita di questo nuovo "manuale" caro a tutte le
persone come me che hanno l'hobby dell'ornitologia. Mi
chiamo Alessio e ho 20 anni, mi rivolgo a Voi per la
mia fame di sapere, avrei moltissimo da chiedervi,
forse vi sembrerò banale me cosi facendo riesco a
togliermi ogni dubbio in materia! Sono piuttosto
interessato alle "Mutazioni", l'articolo da voi
redatto è chiarissimo, quindi se ben ho capito dagli
ancestrali si sono avute le mutazioni spontanee
(bruno, agata, isabella, albino, satine o lutino etc...)
e naturalmente dal canarino ancestrale si sono formate
le "classi": canto, forma e posizione, colore, ma è
possibile che anche gli indigeni (fringuelli, verdoni,
verzellini, cardellini ecc..) possano subire dei
cambiamenti formando cosi delle classi, ad es.:
potrebbero nascere fringuelli di forma e posizione
oppure verzellini di colore, tipo canarino lipocromico?!?
Tutte le mutazioni sono fertili e in che periodo sono
comparse? Isabella e Pastello sono sinonimi? Potete
riassumere con delle minifoto tutte le mutazioni di
ogni singola specie, in modo da osservarne le
differenze? Che significa Eumelanici e Feomelanici?
L'onice (dal disegno tipo passero) è l'ultimo
arrivato? Prossimamente potete pubblicare qualcosa sul
trombettiere e sulle tortore diamantine, e anche sugli
ibridi dei fasianidi? Spero in una Vostra risposta e
vi auguro buon lavoro!
Alessio R. (Pisa, e-mail)
Risponde la
Redazione
Caro Alessio, grazie per l'incoraggiamento e per
l'entusiasmo veramente contagioso. Dunque, cerchiamo
velocemente di chiarire i suoi numerosi quesiti, che
non sono affatto banali. E' possibile che anche negli
indigeni compaiano dei geni mutanti in grado di
cambiarne forma e/o posizione, ciononostante, essendo
tali geni di tipo "quantitativo", e "lavorando" tali
geni "per cumulo" (per es. le arricciature non sono
dovute all'azione di un solo gene, ma all'interazione
di più geni), ci vuole molto tempo, sia affinché
compaiano sia affinché vengano stabilizzate (per
selezione). Sicuramente dovremo aspettare moltissimi
anni prima di vedere un Fringuello arricciato o che
altro. Mentre per vedere una Verzellina lipocromica,
sarebbe sufficiente un solo individuo, nato
casualmente ed affetto per es. dalla mutazione Lutino,
ed il gioco sarebbe fatto, ed inoltre sarebbe molto
più semplice da fissare, visto che in tal caso il gene
mutante chiamato in questione sarebbe uno soltanto.
L'isabella e la Pastello non sono la stessa cosa.
Entrambe sono mutazioni recessive e legate al sesso,
ma mentre la Pastello è indotta da un unico gene
mutante, in grado di ridurre non esageratamente sia l'eumelanina
che la feomelanina, l'Isabella è invece data
dall'interazione del gene dell'agata col gene per il
bruno: un soggetto isabella presenta un fenotipo
(ossia un aspetto esteriore) dato dalla somma di tali
due mutazioni (Agata + bruno).
Eumelanina: melanina nera
Eumelanina: melanina bruna
Soggetto Eumelanico: in genere vengono definiti così i
soggetti affetti dalla mutazione EUMO, una mutazione
che inibisce la feomelanina bruna senza intaccare il
deposito dell'eumelanina nera.
Soggetto Feomelanico: al contrario del precedente, è
un soggetto dove sparisce la Eumelanina nera (o si
riduce molto) mentre rimane pressoché inalterata la
feomelanina bruna. Normalmente, per feomelanico si
intende un soggetto affetto dalla mutazione PHAEO (o
Rubino, sono sinonimi).
L'Onice è l'ultima mutazione fissata in canaricoltura,
ed è caratterizzata dalla trasformazione della
feomelanina bruna in eumelanina nera.
Per quanto riguarda le Tortore diamantine, in questo
numero è già presente un fantastico articolo sulla
Tortora selvatica, come abbiamo più volte scritto, non
abbiamo preclusioni di sorta nel trattare una
determinata specie, a patto di poterlo fare nello
stile di Alcedo, con testi validi ed ottimo apparato
iconografico. Infine, crediamo che ogni numero di
ALCEDO sia una piccola raccolta fotografica, comunque,
per ogni specie realizzeremo sempre servizi con molte
foto di ottima qualità, ed inoltre speriamo presto di
poter realizzare sul serio una raccolta fotografica
con le foto più belle pubblicate sulla rivista ed
altre inedite. Sperando di essere stati chiari, le
inviamo i più cordiali saluti
ACCOPPIAMENTI NEI
GOULD
Ho letto sul primo numero di Alcedo l'articolo
riguardante il Diamante di Gould di Sergio Lucarini;
in particolare, mi sono sembrate interessanti alcune
notizie riguardanti le mutazioni e le loro
caratteristiche genetiche; vorrei però, alcuni
chiarimenti riguardo alle mutazioni sesso-legate, cioè
la "pastello" e la "testa nera": i soggetti
eterozigoti per questi fattori (e cioè i maschi) sono
quindi rispettivamente "pastello singolo fattore" e
portatore T.N.? Non esistono quindi femmine "pastello
S.F." o "portatrici T.N."? Un'ultima domanda: i
soggetti di colore giallo sono pastello doppio
fattore?
Daniele M. (e-mail)
Risponde Sergio Lucarini
Alla prima domanda la risposta è si, alla seconda è
no.
Sui soggetti di colore “giallo”, la risposta deve
essere un pò più articolata. L’indicazione base della
Commissione Tecnica Nazionale I.E.I. circa il colore
delle diverse varietà di Diamante di Gould è che,
fatta salva la diluizione indotta dall’eventuale
mutazione, la selezione deve essere comunque orientata
verso la massima saturazione dei colori, siano essi
melaninici che lipocromici.
Detto questo, dovendo sintonizzarci su cosa intendiamo
per Gould “Giallo”, riporto lo schema teorico sulla
quantità di Eumelanina presente sul mantello di questi
uccelli in caso di abbinamento o meno della mutazione
Pastello e Petto Bianco, rispetto all’ipotetico 100
posseduto dall’ancestrale (si veda lo schema).
In base allo schema, risulta evidente
che i soggetti che più si avvicinano ad una livrea
gialla sono il maschio Pastello Petto Bianco n°6 e la
femmina Pastello Petto Bianco n° 10. In tempi per
fortuna passati, errate interpretazioni dei meccanismi
genetici e l’uso di improprie denominazioni, quali
appunto “Giallo” e “Bianco”, dando indirizzi sbagliati
agli allevatori, aveva portato a degenerazioni
cromatiche tali che anche i soggetti ai numeri 3, 5 e
8 dello schema risultavano spesso sbiaditi, al punto
da meritarsi anche loro l’appellativo, allora ambito,
di “Gialli” o anche, nei casi meno disperati, quello
di “Pastello Gialli”.
|
1 |
Ancestrale |
100 |
Maschi |
|
2 |
Pastello S.F. |
50 |
|
3 |
Pastello D.F.* |
25 |
|
4 |
Ancestrale Petto
Bianco |
100 |
|
5 |
Pastello S.F.
Petto Bianco |
25 |
|
6 |
Pastello D.F.
Petto Bianco* |
6 |
|
7 |
Ancestrale |
100 |
Femmine |
|
8 |
Pastello |
25 |
|
9 |
Ancestrale Petto
Bianco |
100 |
|
10 |
Pastello Petto
Bianco |
6 |
* la denominazione ufficiale per queste due varietà è:
Pastello e Pastello Petto Bianco
|