Rivista di Ornitologia, Ornitocoltura, Ornitofilia e fotografia Naturalistica
 

La posta dei lettori ALCEDO N. 3/2002

PROBLEMI CON I VERDONI
Egr. Dr. Natale, complimentandomi per la nuova rivista ed aderendo con entusiasmo all'abbonamento, colgo l'occasione per porLe alcune domande riguardanti l'allevamento del Verdone.
Da anni allevo Canarini di colore con buoni risultati ed avendo sempre avuto una certa attrazione per i Verdoni mutati ho deciso di cambiare totalmente allevamento.
Inizialmente alloggiavo le coppie in gabbie da 120 cm. e riscontravo difficoltà durante il periodo della riproduzione, in quanto le femmine di Verdone deponevano le uova sulla grata senza covarle.
Questo problema penso di averlo risolto, costruendo voliere di 120x150x230 cm. Cosa ne pensa a riguardo?
Da allevatori più esperti avevo appreso della difficoltà di allevamento dei Verdoni, a causa di problemi gastrointestinali e da coccidiosi a cui questa specie pare particolarmente soggetta. Pensavo di risolvere questo problema selezionando in modo naturale i soggetti nati e allevati da me che non presentassero alcun problema sanitario.
Pur formando un ceppo con soggetti sani, mi ritrovavo nella stagione riproduttiva con novelli di 25 - 30 giorni che invece di alimentarsi in modo indipendente, chiedevano l'imbeccata del maschio in modo eccessivo e pur nonostante venissero assecondati, deperivano fino a soccombere. 
Non somministro sulfamidici ne coccidiostatici perché contrario a trattamenti sistematici come suggeritomi da amici allevatori; cerco nell'alimentazione la soluzione al problema.
I soggetti che superano il periodo critico non presentano alcun problema se non in casi eccezionali, come successo recentemente: una femmina novella che alloggiava con altri 5 novelli, presentava i soliti sintomi (gozzo pieno, sterno tagliente, pancia gonfia ed arrossata) mentre gli altri novelli erano perfettamente sani. Messa in quarantena in gabbia con grata, le ho somministrato, come ultima soluzione, 8 gocce di sulfamidico per 7 giorni consecutivi senza risultato (dose consigliata da altri allevatori). L'alimentazione è costituita da un miscuglio per Canarini con perilla, miscela di 25 semi diversi, spighe di panico, grit con sali minerali, osso di seppia, vitaminici di base. Durante il periodo di riproduzione, aggiungo semi germinati. Non somministro verdure ed erbe prative per mancanza di tempo.
Sia il locale di allevamento che le voliere sono puliti e ben arieggiati, con possibilità di esposizione al sole per diverse ore. Può essere utile una diversa alimentazione, per esempio con estrusi?
Come posso combattere la gastroenterite e la coccidiosi?
La ringrazio anticipatamente, ed in attesa delle sue sicuramente interessanti risposte, porgo distinti saluti.

Silvio B. (e-mail) 

Risponde Massimo Natale
Gentile Sig. Silvio,
notoriamente l'utilizzo di voliere, pur di dimensioni non esagerate ma razionali come le sue, facilita non poco lo svolgimento di un adeguato ciclo riproduttivo, specie delle femmine di indigeni, che in gabbia presentano spesso turbe del comportamento, quali mancata costruzione del nido e/o deposizioni sul fondo (legga in questo numero l'articolo sulla gomma piuma).
Per quanto riguarda il "male oscuro" del Verdone, ossia le problematiche intestinali che spesso colpiscono i novelli durante lo svezzamento, non ho esperienze dirette, ma chiacchierando ogni giorno con molti allevatori (anche di Verdoni) che mi descrivono le loro esperienze ed i loro problemi, ho spesso ricevuto la descrizione di una sintomatologia molto simile a quella che colpisce alcuni suoi novelli. Non credo si tratti di coccidiosi (più frequente dopo i 40 giorni di vita). Credo si tratti più probabilmente di una batteriosi intestinale, ossia un'infezione dovuta al contemporaneo instaurarsi sulla mucosa intestinale di coliformi e megabatteri. A livello preventivo, le suggerisco di fornire spesso (anche tutti i giorni, anche coi piccoli nel nido) l'aceto di mele nell'acqua di bevanda, la cui utilità viene ampiamente spiegata nel relativo articolo presente sul primo numero di Alcedo. Inoltre, le suggerisco di aumentare in muta la percentuale di scagliola, e di andar cauto con gli estrusi che spesso non hanno fornito i risultati promessi. Se possibile, la prossima volta che le capita il decesso di un novello nel o subito fuori dal nido, porti il cadavere all'istituto zooprofilattico, che le farà una diagnosi, un antibiogramma e le darà indicazioni sicuramente più sicure e meno azzardate delle mie!
Cordialmente, Massimo Natale


MERLO, CANARINI DI COLORE ED IMPRINTING
Salve, ho appena ricevuto la Vostra rivista di ornitologia e natura e volevo farvi i miei complimenti. Ho alcune domande da fare.

La prima riguarda un merlo pezzato in mio possesso, che al termine della muta ha assunto un piumaggio strano, con penne caudali bianche e nere e la presenza di diverse penne bianche anche sul dorso. Cosa ne pensate in merito?
Seconda domanda, ho iniziato solo da poco ad allevare qualche canarino, ho accoppiato un maschio con una femmina brinata rossa e la femmina giallo pezzata con un cardellino che ha già 4 anni ed è sempre stato da solo. Questi colori vanno bene come combinazione oppure è meglio coppie dello stesso colore? E' la femmina scelta per il Cardellino mi darà prole ibrida di buona fattura?
Terza domanda. Mi hanno regalato un Verdone maschio allevato da canarini, messo in voliera si è accoppiato con una Verdona portando felicemente a conclusione 2 nidiate. Nonostante nella voliera ci fosse anche una coppia di canarini, non l'ho mai visto prestare attenzione per la femmina. Allevo anche anatre ornamentali e conosco bene il fenomeno dell' imprinting (un codone maschio allevato da una germana da adulto cercherà solo germane). Questo fenomeno non interessa, da quanto ho potuto verificare, i nostri piccoli uccelli, oppure continuando a baliare sempre lo stesso ceppo questo fenomeno potrebbe interessare anche loro?
Spero di non averla annoiata, grazie comunque per le eventuali risposte. Buon lavoro.

Marco L. (e-mail) 

Risponde la Redazione
Gentile sig.Loretti, la ringraziamo per i complimenti alla rivista. Veniamo alle sue domande.
Il Merlo in suo possesso potrebbe presentare delle zone acianiche (ossia bianche) in quanto cresciuto allo stecco. Spesso, l'allevamento allo stecco si rivela carente in alcuni principi nutritivi che possono indurre la formazione sul piumaggio di parti decolorate. La seconda muta sarà molto importante: se il Merlo manterrà inalterate le zone bianche, potrebbe trattarsi di effettivo fattore-pezzatura. In tal caso, l'accoppiamento con un Merlo dal piumaggio normale potrebbe risolvere definitivamente la questione: se la prole ottenuta presenterà parte del piumaggio pezzato, trattasi di fattore ereditario.
Per quanto riguarda i Canarini, le sconsigliamo di accoppiare gialli con rossi, pena l'ottenimento di canarini intermedi di nullo valore selettivo. Le due linee andrebbero rigorosamente separate. Visiti qualche allevatore impegnato di canarini dalle sue parti e vedrà coi suoi occhi l'importanza di un'adeguata selezione ed i traguardi raggiunti della moderna canaricoltura.
Infine, per l'ibrido con il Cardellino, una canarina giallo pezzata dovrebbe andare bene, nella speranza di ottenere degli ibridi chiari, tuttavia anche in questo caso l'accoppiamento potrebbe essere migliorato: cardellino con canarina giallo mosaico, per esempio, per ottenere degli ibridi magari pezzati e con la mascherina del cardellino ben disegnata, oppure con canarina bronzo mosaico per ottenere degli ibridi scuri e con zone di elezione ben marcate.
Per quanto riguarda il fenomeno dell'imprinting, in effetti anche nei passeriformi si verifica, anche se in modo molto meno marcato che gli anatidi. Ma, come giustamente lei scrive, è soprattutto insistendo su tale strada che si crea un ceppo eccessivamente imprintato, dunque eviti per il futuro, se vuole ottenere un ceppo sano e fertile di verdoni, di baliare ulteriormente i novelli sotto le canarine e prediliga sempre l'allevamento in purezza e senza balie. Sperando di esserle stato d'aiuto e rimanendo a sua disposizione per ulteriori dubbi, inviamo cordiali saluti


ROGNA DEI GOULD
Da qualche anno allevo Diamanti di Gould. Avrei piacere di sapere il vostro parere su questo quesito: per quale motivo alcuni soggetti dell'allevamento perdono le penne della testa? Tutt'ora ho delle femmine completamente spennate in testa, fino al collo, che depongono regolarmente uova feconde. RingraziandoVi anticipatamente

Francesco G. (e-mail) 

Risponde la Redazione
Gentile Sig. Francesco, al momento e con i dati che Lei ci fornisce, possiamo soltanto realizzare delle vaghe ipotesi: parassiti (acari) o, se il problema è circoscritto alle sole femmine, beccaggio delle piume della compagna da parte del maschio irruente. Eventualmente, realizzi qualche fotografia e descriva più dettagliatamente il suo caso, potremmo proporre il quesito al veterinario consulente della rivista e cercare di darle risposte più precise.
Cordiali saluti


QUESITI VARI
Ciao Redazione di Alcedo! Sono entusiasta della nascita di questo nuovo "manuale" caro a tutte le persone come me che hanno l'hobby dell'ornitologia. Mi chiamo Alessio e ho 20 anni, mi rivolgo a Voi per la mia fame di sapere, avrei moltissimo da chiedervi, forse vi sembrerò banale me cosi facendo riesco a togliermi ogni dubbio in materia! Sono piuttosto interessato alle "Mutazioni", l'articolo da voi redatto è chiarissimo, quindi se ben ho capito dagli ancestrali si sono avute le mutazioni spontanee (bruno, agata, isabella, albino, satine o lutino etc...) e naturalmente dal canarino ancestrale si sono formate le "classi": canto, forma e posizione, colore, ma è possibile che anche gli indigeni (fringuelli, verdoni, verzellini, cardellini ecc..) possano subire dei cambiamenti formando cosi delle classi, ad es.: potrebbero nascere fringuelli di forma e posizione oppure verzellini di colore, tipo canarino lipocromico?!? Tutte le mutazioni sono fertili e in che periodo sono comparse? Isabella e Pastello sono sinonimi? Potete riassumere con delle minifoto tutte le mutazioni di ogni singola specie, in modo da osservarne le differenze? Che significa Eumelanici e Feomelanici? L'onice (dal disegno tipo passero) è l'ultimo arrivato? Prossimamente potete pubblicare qualcosa sul trombettiere e sulle tortore diamantine, e anche sugli ibridi dei fasianidi? Spero in una Vostra risposta e vi auguro buon lavoro!
Alessio R. (Pisa, e-mail)

 Risponde la Redazione
Caro Alessio, grazie per l'incoraggiamento e per l'entusiasmo veramente contagioso. Dunque, cerchiamo velocemente di chiarire i suoi numerosi quesiti, che non sono affatto banali. E' possibile che anche negli indigeni compaiano dei geni mutanti in grado di cambiarne forma e/o posizione, ciononostante, essendo tali geni di tipo "quantitativo", e "lavorando" tali geni "per cumulo" (per es. le arricciature non sono dovute all'azione di un solo gene, ma all'interazione di più geni), ci vuole molto tempo, sia affinché compaiano sia affinché vengano stabilizzate (per selezione). Sicuramente dovremo aspettare moltissimi anni prima di vedere un Fringuello arricciato o che altro. Mentre per vedere una Verzellina lipocromica, sarebbe sufficiente un solo individuo, nato casualmente ed affetto per es. dalla mutazione Lutino, ed il gioco sarebbe fatto, ed inoltre sarebbe molto più semplice da fissare, visto che in tal caso il gene mutante chiamato in questione sarebbe uno soltanto. L'isabella e la Pastello non sono la stessa cosa. Entrambe sono mutazioni recessive e legate al sesso, ma mentre la Pastello è indotta da un unico gene mutante, in grado di ridurre non esageratamente sia l'eumelanina che la feomelanina, l'Isabella è invece data dall'interazione del gene dell'agata col gene per il bruno: un soggetto isabella presenta un fenotipo (ossia un aspetto esteriore) dato dalla somma di tali due mutazioni (Agata + bruno).
Eumelanina: melanina nera
Eumelanina: melanina bruna
Soggetto Eumelanico: in genere vengono definiti così i soggetti affetti dalla mutazione EUMO, una mutazione che inibisce la feomelanina bruna senza intaccare il deposito dell'eumelanina nera.
Soggetto Feomelanico: al contrario del precedente, è un soggetto dove sparisce la Eumelanina nera (o si riduce molto) mentre rimane pressoché inalterata la feomelanina bruna. Normalmente, per feomelanico si intende un soggetto affetto dalla mutazione PHAEO (o Rubino, sono sinonimi).
L'Onice è l'ultima mutazione fissata in canaricoltura, ed è caratterizzata dalla trasformazione della feomelanina bruna in eumelanina nera.
Per quanto riguarda le Tortore diamantine, in questo numero è già presente un fantastico articolo sulla Tortora selvatica, come abbiamo più volte scritto, non abbiamo preclusioni di sorta nel trattare una determinata specie, a patto di poterlo fare nello stile di Alcedo, con testi validi ed ottimo apparato iconografico. Infine, crediamo che ogni numero di ALCEDO sia una piccola raccolta fotografica, comunque, per ogni specie realizzeremo sempre servizi con molte foto di ottima qualità, ed inoltre speriamo presto di poter realizzare sul serio una raccolta fotografica con le foto più belle pubblicate sulla rivista ed altre inedite. Sperando di essere stati chiari, le inviamo i più cordiali saluti


ACCOPPIAMENTI NEI GOULD 
Ho letto sul primo numero di Alcedo l'articolo riguardante il Diamante di Gould di Sergio Lucarini; in particolare, mi sono sembrate interessanti alcune notizie riguardanti le mutazioni e le loro caratteristiche genetiche; vorrei però, alcuni chiarimenti riguardo alle mutazioni sesso-legate, cioè la "pastello" e la "testa nera": i soggetti eterozigoti per questi fattori (e cioè i maschi) sono quindi rispettivamente "pastello singolo fattore" e portatore T.N.? Non esistono quindi femmine "pastello S.F." o "portatrici T.N."? Un'ultima domanda: i soggetti di colore giallo sono pastello doppio fattore?

Daniele M. (e-mail) 

Risponde Sergio Lucarini
Alla prima domanda la risposta è si, alla seconda è no.
Sui soggetti di colore “giallo”, la risposta deve essere un pò più articolata. L’indicazione base della Commissione Tecnica Nazionale I.E.I. circa il colore delle diverse varietà di Diamante di Gould è che, fatta salva la diluizione indotta dall’eventuale mutazione, la selezione deve essere comunque orientata verso la massima saturazione dei colori, siano essi melaninici che lipocromici.
Detto questo, dovendo sintonizzarci su cosa intendiamo per Gould “Giallo”, riporto lo schema teorico sulla quantità di Eumelanina presente sul mantello di questi uccelli in caso di abbinamento o meno della mutazione Pastello e Petto Bianco, rispetto all’ipotetico 100 posseduto dall’ancestrale (si veda lo schema).
In base allo schema, risulta evidente che i soggetti che più si avvicinano ad una livrea gialla sono il maschio Pastello Petto Bianco n°6 e la femmina Pastello Petto Bianco n° 10. In tempi per fortuna passati, errate interpretazioni dei meccanismi genetici e l’uso di improprie denominazioni, quali appunto “Giallo” e “Bianco”, dando indirizzi sbagliati agli allevatori, aveva portato a degenerazioni cromatiche tali che anche i soggetti ai numeri 3, 5 e 8 dello schema risultavano spesso sbiaditi, al punto da meritarsi anche loro l’appellativo, allora ambito, di “Gialli” o anche, nei casi meno disperati, quello di “Pastello Gialli”. 

1

Ancestrale

100

Maschi

2

Pastello S.F.

50

3

Pastello D.F.*

25

4

Ancestrale Petto Bianco

100

5

Pastello S.F. Petto Bianco

25

6

Pastello D.F. Petto Bianco*

6

7

Ancestrale

100

Femmine

8

Pastello

25

9

Ancestrale Petto Bianco

100

10

Pastello Petto Bianco

6



* la denominazione ufficiale per queste due varietà è: Pastello e Pastello Petto Bianco

 

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