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SULL’USO
DEL FINOPRIL
Nella posta dei lettori del n° 1/03 di ALCEDO, c’è una
richiesta di aiuto di un allevatore, al quale la
presenza di acari nel proprio allevamento crea non
pochi problemi. Senza voler dare un parere autorevole
e scientifico, vorrei mettere a disposizione di tutti
la mia esperienza, fatta negli ultimi 5 anni, nella
lotta contro i parassiti esterni (acari), che
infestano l’allevamento dei nostri cari uccellini. Io
ed altri amici allevatori di Canarini usiamo ormai
regolarmente il Fipronil (commercializzato col nome di
“Front-line”)con il risultato di non aver più
l’angosciosa visione di acari in allevamento, sia di
quelli della piuma che del sangue. Il Fipronil ha ,
diversamente da altri antiparassitari, una azione
residuale, lasciando una pellicola protettiva attiva
sul soggetto per vario tempo. Questa molecola
farmacologia ha anche il vantaggio di essere
abbastanza grande da non penetrare attraverso la
cute,come invece capita con altri antiparassitari che
possono quindi anche avere una azione tossica
generale. Altro vantaggio non indifferente per noi
allevatori è che non si devono più controllare tutti
gli anfratti, anche i più piccoli, dei locali di
allevamento, perché i parassiti e le loro generazioni
devono per forza tornare sul soggetto per vivere e
vengono così a contatto dell’antiparassitario. Questo
prodotto di larghissimo consumo sugli animali
d’affezione (cani e gatti) è di uso esclusivamente
esterno(cute, pelo, nel nostro caso penne) ed è di
facile reperibilità in commercio. Lo si trova nei
negozi in due confezioni differenti: una in
contenitori da 100 - 250 - 500 ml con nebulizzatore di
liquido e l’altra in piccoli contenitori dette anche
“pipette di concentrato” in vendita con nome “Spot-on”.
All’inizio usavo solo la confezione di liquido da
nebulizzare,poi ho provato anche quella
“spot-on”,applicandola in questo modo: aperta la
confezione con nebulizzatore svitando il coperchio, ho
versato un poco di liquido in un piccolo contenitore e
con un pennellino ho inumidito (non bagnato) circa il
70-80% del soggetto che tenevo saldo in mano. Quando
ho provato la spot-on, ho fatto cadere una piccola
goccia a contatto con la cute, in quella parte senza
penne che c’è, dorsalmente sulla destra, alla base del
collo dove di solito nei novelli piccoli, si vede il
gozzo pieno. Avendo usato una sola volta la “spot-on”
su metà allevamento non ho abbastanza esperienza,
penso però che abbia pari efficaci; comunque per
comodità e velocità di esecuzione ho poi sempre usato
l’applicazione del liquido spray. Non ho mai
riscontrato nessun effetto negativo piuttosto evidente
sulla salute e neanche sul piumaggio. Altra cosa molto
importante da dire è che, nel mio allevamento, ho
sperimentato essere sufficienti due applicazioni
all’anno: una prima delle cove sui riproduttori e
l’altra sui novelli e sugli adulti prima della muta,
man mano che si mettono in voliera .
Dr. Flavio Putto, e-mail
IL FAMIGERATO
“PUNTINO NERO” SULL’ADDOME
Gentile Redazione di Alcedo
ho da porre un quesito circa il manifestarsi di un
puntino nero all'altezza dello stomaco nei nidiacei
appena nati. Nemmeno il tempo di poter tentare
qualcosa che al secondo giorno muoiono intere nidiate.
Allevo da oltre 30 anni e mai mi si era posto questo
problema e in termini così drammatici. Ho da dire però
che non in tutte le coppie, circa 45, si manifesta il
problema. Vedere i piccoli schiacciati in fondo al
nido con quella parte nera evidente, è uno spettacolo
alquanto triste. E' malattia? Esiste profilassi o
cura? Vi sarei grato di eventuale risposta o nel caso
aveste poca conoscenza del problema di mettermi in
contatto con qualche indirizzo a cui potermi
rivolgere. In tanti anni mai si era verificata una
simile situazione. Con l'occasione Vi porgo distinti
saluti.
V. B. e-mail
Risponde
il dr. Gino Conzo
Il puntino nero che si osserva in trasparenza
nell'addome corrisponde alla cistifellea del nidiaceo
ingrossata. Tale aumento di volume è frequente in
corso di malattie gastroenteriche. Per mia esperienza
posso dire che casi di mortalità in nidiacei così
piccoli sono generalmente dovuti ad infezioni da parte
di E.coli o altri Enterobatteri. In virtù della
spiccata antibiotico resistenza che sviluppano molti
ceppi di questi batteri conviene far esaminare, da un
veterinario qualificato, i nidiacei morti in modo da
evidenziare, attraverso un esame batteriologico e
conseguente antibiogramma, quale ceppo batterico è
causa della malattia ed a quale antibiotico è
sensibile. Trattamenti "alla cieca" possono non
risolvere il problema, determinare tossicità nei
canarini ed aumentare i casi di antibiotico-resistenza
dei batteri.
INTENSO X
MOSAICO
Nuovo abbonato Alcedo e vecchio abbonato FOI chiedo
cortesemente ad un vostro esperto se è possibile
l'accoppiamento tra un maschio giallo intenso con una
femmina giallo mosaico. e che cosa ottengo. Grazie.
Stefano Berte e-mail
Risponde
Diego Crovace
Gentile lettore,
la domanda da Lei formulata è generica e non evidenzia
le finalità per le quali intende compiere
l’accoppiamento intenso per mosaico.
Cercherò, pertanto, di rispondere in maniera da
contemplare ogni possibile ipotesi relativa alla sua
richiesta.
Prima alternativa: l’accoppiamento in oggetto non ha
finalità espositive. In questo caso l’unione è
comunque fattibile e non presenta controindicazioni di
alcuna natura.
Seconda alternativa: l’accoppiamento trattato ha
finalità selettive e, verosimilmente, espositive. E’
necessario, in questa circostanza, indagare sul
genotipo dei due canarini che compongono la coppia.
Premesso che le tre categorie intenso, brinato è
mosaico potrebbero essere, con molta probabilità (non
si ha la prova scientifica, ma è presumubile che sia
così), alleliche e che l’intenso sarebbe dominante sia
sul mosaico che sul brinato e che il mosaico sarebbe
dominante sul brinato, si riportano di seguito le
possibili combinazioni genetiche.
L’inteso potrebbe essere:
1. omozigote (puro per il fattore possente);
2. eterozigote portatore di brinato;
3. eterozigote portatore di mosaico.
Il mosaico potrebbe essere:
1. omozigote (puro per il fattore mosaico);
2. eterozigote (portatore di brinato).
In funzione del genotipo le possibili combinazioni
genetiche relative alla progenie sono diverse, ma
quelle idonee ai fini selettivi/espositivi sono
limitate all’impiego di intensi omozigoti ed intensi
eterozigoti portatori di mosaico per mosaico
omozigote.
In particolare:
1. accoppiando un intenso omozigote con un mosaico
omozigote si otterrà prole tutta intensa portatrice di
mosaico;
2. dall’unione tra un intenso eterozigote portatore di
mosaico per mosaico si otterrà prole metà mosaico e
metà intensa portatrice di mosaico.
Questo tipo di accoppiamento può avere una sua utilità
nella selezione sia del mosaico che dell’intenso sia
congiuntamente che disgiuntamente.
La condizione essenziale affinché si possano ottenere
ottimi risultati in entrambe o una sola delle
categorie è determinata dal tempo: solo dopo 4/5
generazioni ed in seguito ad oculata selezione si
otterranno intensi e/o mosaico ottimi.
I tempi medio-lunghi di miglioramento qualitativo
delle due categorie sono dovuti:
- per gli intensi al fatto che i mosaico sono spesso
frutto di reiterati accoppiamenti in purezza e non
hanno geneticamente la propensione a produrre ottimi
intensi;
- per i mosaico al fatto che lo standard espositivo
previsto per questa categoria si ottiene grazie ad un
gene maggiore caratterizzato da un corredo di geni
modificatori che agiscono in maniera additiva (detto
semplicemente: più ce ne sono e meglio è). Pertanto,
solo il tempo e la selezione consentono di
“accumulare” un numero sufficiente di geni
modificatori in grado di far raggiungere elevati
livelli di “gessatura”. Va precisato che dopo 4/5
generazioni è consigliabile compiere accoppiamenti ad
anni alterni mosaico x mosaico e intensi/mosaico x
mosaico che consentiranno, specie nei maschi, di
ottenere ottimi livelli qualitativi di categoria
mosaico.
Per ottenere analoghi risultati nelle femmine si
renderà necessario reiterare l’accoppiamento mosaico x
mosaico per più di una generazione (sempre dopo i 4/5
anni di selezione iniziale).
L’accoppiamento intenso/brinato x mosaico/brinato non
è stato preso in esame poiché porterebbe ad una
selezione priva di logica essendo diametralmente
opposte le linee selettive di brinato e mosaico.
Nella speranza di aver interpretato correttamente il
suo pensiero le invio i più cordiali saluti.
FORMULE!
Egregio Dr. Natale,Sono
un lettore di Alcedo che grazie ai suoi articoli sulla
genetica ha finalmente iniziato a capire qualche cosa
su un argomento cosi importante per l'allevamento dei
canarini. Dopo aver studiato i suoi articoli ho
iniziato a elaborare un piccolo programma di calcolo
che mi permette, impostati i dati, di sapere che
genere di prole otterrò. Il programma è basato su un
database con tutte le formule genetiche lette su
Alcedo. Tuttavia, in alcuni casi il risultato che
viene fuori non è catalogato, infatti nell'esempio che
Le invio la prole maschile ottenuta nell'accoppiamento
non è catalogata. Ho provato ad interpretarla sulla
base delle dominanze genetiche dei cromosomi.
Accoppiamento fra:
Maschio Isabella br rda; br rda
X
Femmina Lutino br+ rdl; y
Prole maschile (X-X), tutta col seguente genotipo:
br rda - br+ rdl
ossia tutti Agata Portatori di bruno e lutino ?
Prole femminile (X-y), tutta col seguente genotipo:
br rda - y
ossia tutte Femmine Isabella. Mi faccia sapere se ho
ragionato correttamente. Nel ringraziarla Le porgo
cordiali saluti.
Antonio Mirabelli, e-mail
Risponde Massimo Natale
Gentile sig. Mirabelli
la ringrazio per i complimenti, e per il gradimento
espresso nei riguardi dei miei articoli di genetica.
Il suo ragionamento in merito all’accoppiamento
proposto è impeccabile:accoppiando un maschio Isabella
con femmina Lutino, otterrà tutti i figli maschi Agata
portatori di Bruno e Lutino (maschi passepartout, che
riaccoppiati a loro volta daranno figlie femmine:
Bruno, Lutino, Satinè, ancestrali, in questi ultimi
due casi per intervento del crossing-over) e femmine
tutte Isabella.
QUESITI VARI
Caro Alcedo, sono sempre
il vostro abbonato Stefano Paoletti e purtroppo devo
comunicarVi che il n.2/2003 non è ancora giunto. Come
dicevo la volta scorsa, essendo Alcedo la migliore
RIVISTA ORNITOLOGICA, penso che il n. di marzo sia
andato "a ruba". Queste cose sono molto spiacevoli,
soprattutto per chi le compie!!! Ovviamente la mia
lamentela non è indirizzata a Voi, poiché tutto ciò
non è assolutamente colpa vostra, ma dell'inciviltà di
fondo propria dell'ipocrita società in cui, ahimè,
siamo costretti a vivere. Comunque cambiando
argomento, vorrei poterVi fare alcune domande riguardo
la passione che ci accomuna.
1. La mutazione DILUITO DOPPIO FATTORE nel Cardinalino,
sarebbe quella comunemente chiamata ISABELLA, oppure
sono due cose diverse ?
2. In generale, i SERINI sono più facili da allevare e
riprodurre rispetto ai CARUELIS/SPINUS ?
3. Riguardo il SERINUS CITRINIPECTUS e il CARDUELIS
XANTHOGASTER, quali sono le difficoltà di allevamento
e riproduzione? A quando un bell'articolo in stile
Alcedo riguardante tali specie ?
4. Possono esistere ibridi fringillidi x estrildidi o
viceversa e se si, quali sono stati quelli prodotti ?
Sperando nella vostra considerazione, attendo con
ansia una vostra risposta e gentilmente Vi ringrazio.
P.S. Voglio fare anche a Voi un piccolo rimprovero: è
anche un pò colpa vostra se accadono questi furti e
per evitare futuri "sciacallaggi" Vi propongo di
attuare una modifica alla rivista: FATELA MENO
BELLA!!!! Almeno cosi giungerà "sana e salva" a casa
di tutti gli abbonati.....Scherzo! Vi stimo molto per
la vostra professionalità e precisione ed ormai so che
alla qualità di Alcedo, a cui mi avete abituato sin
dall' esordio, non si può rinunciare. Anzi con ciò, Vi
esorto a fare sempre meglio.
Risponde la Redazione
Gentile sig. Stefano
non perda le speranze, la rivista (il 2° numero) è
partito appena da pochi giorni, per cui speriamo bene.
1. La mutazione Diluito in doppio fattore non ha nulla
a che vedere con l'Isabella. La Diluito è una
mutazione autosomica dominante, comparsa nel Lucherino
e travasata, facilmente grazie alla dominanza del gene
mutante sull'allelico gene ancestrale, praticamente a
tutti gli Spinus d'allevamento. Si dice doppio fattore
il soggetto omozigote per il gene in questione.
L'Isabella, invece, è data dalla sovrapposizione
dell'Agata col Bruno, che sono mutazioni legate al
sesso e recessive.
2. Non si può generalizzare, alcuni serini sono
relativamente facili, come il Mozambico, mentre tra i
lucherini lo sono i Cardinalini ed anche il Lucherino
europeo. Alcuni serini sono quasi introvabili e/o
molto delicati e difficili (Venturone europeo, lo
stesso Verzellino nostrano, il Venturone africano, il
Canarino solforato), idem alcuni lucherini, come il
Tristis, il Negrito, il Dorso nero etc.
3. Sul Serinus citrinipectus e sul Carduelis
xanthogaster speriamo di proporre presto degli
articoli, comunque a proposito dello xanthogaster, le
anticipiamo che è ormai uno spinus di comune
allevamento, e relativamente semplice da riprodurre in
gabbia (quelli domestici), ingrassa facilmente, sembra
abbia meno attitudine ad imbecco e cova rispetto ad
altri spinus, e già ha subito il travaso dal testa
nera della mutazione diluito.
4. Non sappiamo di simili ibridi, e se qualcuno dice
di averne realizzati o visti, gradiremmo la
documentazione fotografica.
IN BREVE
Il sig. Franco chiede una nostra opinione
sull’uso della segatura sul fondo dei cassetti
al posto delle griglie o della comune sabbia.
Noi riteniamo sia sempre meglio interporre la griglia,
che impedisce il contatto diretto con le feci,
tuttavia come seconda alternativa la segatura è
ottima, in quanto assorbe molto bene sporco ed
umidità. Tuttavia è polverosa e può diventare essa
stessa ricettacolo di parassiti. Noi consigliamo per
le gabbie cassetto con griglia e carta; per le voliere
interne, segatura sul fondo.
Il sig. Leonardo V., allevatore di Canarini,
Cardellini, Cardinalini, Ciuffolotti ed Agapornis, ci
ha inviato una e-mail con una serie di quesiti. In
particolare chiede: la
pulizia delle gabbie deve essere fatta necessariamente
spostando i volatili in un altro alloggio temporaneo o
è possibile farlo con essi all'interno della loro
gabbia? Ogni tanto è utile spruzzare nella gabbia e
sui volatili un prodotto acaricida?
La pulizia periodica della gabbia si realizza senza
spostare il volatile in altro contenitore, ma
semplicemente rimuovendo il cassetto, cambiando la
carta del fondo e pulendo la griglia con una spazzola
d’acciaio. Una volta all'anno, invece, in genere al
termine della stagione riproduttiva, le suggeriamo di
disinfettare la gabbia più a fondo. Molto utili allo
scopo gli apparecchi a getto di vapore, tipo vaporella,
oltre che gli abbondanti lavaggi e le irrigazioni con
prodotti disinfettanti. In occasione del lavaggio “più
approfondito”, ovviamente i soggetti andranno messi
provvisoriamente in altro gabbione già pulito. Inoltre
ogni tanto, per esempio con cadenza mensile, dopo aver
momentaneamente allontanato beverini e mangiatoie, è
utile spruzzare un antiparassitario, direttamente sui
soggetti, ed anche negli angoli della gabbia e
all'interno dei posatoi cavi.
Il sig. Antonio V. chiede:
ho una voliera esterna di mt 2 di
altezza 1.5 mt di profondità e 3mt di lunghezza, con
glicine interno che si sviluppa per tutta la
lunghezza.
Avendo la possibilità di inserivi degli indigeni,
quali specie e numero di coppie (numero ottimale)
possono coesistere per aver successo riproduttivo ?
Come abbiamo sottolineato in una serie di precedenti
articoli sulla costruzione artigianale e la gestione
delle voliere (Alcedo n.4 e 5 - 2002), noi consigliamo
di utilizzare piccole voliere per singole coppie. La
gestione di più soggetti in un'unica voliera è infatti
a volte problematica, anche se le specie contenute
sono differenti: competizione alimentare, che può
diventare drammatica alla nascita dei pullus, nidi
sfilacciati da altre femmine, uova "bevute"e così via,
ed in sostanza un grosso fardello di stress per le
singole coppie e per l’allevatore. Piuttosto, le
consigliamo di dividere in 3-4 volierette la sua unica
voliera e di inserire una singola coppia per
volieretta. Operando in questa direzione i risultati
con gli indigeni sono pressoché garantiti.
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