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Rivista di Ornitologia, Ornitocoltura, Ornitofilia e
fotografia Naturalistica
REDAZIONALE: finalmente è nata!
di Leone Giuliano Pidalà e Massimo Natale
"Finalmente è nata! Dopo
mesi di duro ma appassionante lavoro, sfoglio per la prima
volta la Nostra nuova rivista di Ornitologia e pratica
d'allevamento. L'emozione è grande, nonostante ne conosca
profondamente il contenuto.
Pagina dopo pagina, riga dopo riga, tento di scoprire se
l'enorme impegno profuso sia stato appagato nei suoi
intenti: proporre agli appassionati una rivista più ricca
di articoli tecnici, di ornitologia "sul campo", di
esperienze vissute, di ornitofilia nel senso più pieno e
sentimentale del termine, di ricerca applicata
all'allevamento degli uccelli e di splendide fotografie a
colori.
Leggo ed osservo soprattutto con l'occhio del novello
allevatore, avido di esperienze e di consigli pratici
sulle specie da lui più amate ed allevate; ma leggo anche
con l'occhio dell'allevatore esperto, alla ricerca di
spunti e di confronti, stanco di sterili polemiche e di
critiche non costruttive……"
…..così iniziava, nel 1997, il redazionale della mia
prima, immaginaria e mai fondata Nuova Rivista di
Ornitologia. I tempi non erano ancora maturi, Internet era
una realtà comunicativa non ancora alla portata di tutti e
soprattutto l'incontro tra e me e Leone Giuliano Pidalà
era di là da venire.
COME NASCE ALCEDO: alla
ricerca delle Aquile reali
L'occasione
ci fu data da una sortita di caccia fotografica, alla
ricerca delle Aquile Reali, il cui unico piccolo si era
involato da poche settimane. Arrampicati a strapiombo sui
calcari mesozoici dei monti Nebrodi, avvolti in uno
scenario surreale, nebbioso e quasi metafisico, scandito
dai richiami dell'Aquilotto, tra una foto e l'altra,
scoprimmo di condividere la medesima aspirazione:
realizzare una rivista consacrata agli uccelli
d'allevamento, con molto riguardo per i contenuti e la
qualità delle immagini ed un ampio respiro naturalistico.
Da subito, con chiarezza di intenti e spinti dalla nostra
amicizia e da quella voglia di far bene che soltanto una
profonda passione verso un progetto può dare, ci
accorgemmo che l'ambizioso sogno poteva diventare
tangibile realtà. Seguirono mesi frenetici: le incombenze
burocratiche legate alla fondazione della rivista, la
ricerca dei collaboratori, la realizzazione di un nostro
archivio fotografico, l'immane lavoro legato alla gestione
della qualità tipografica, fino alla realizzazione di
questo primo numero ed alla completa progettazione dei
successivi tre. Così nasce Alcedo, rivista dedicata agli
uccelli, alle tecniche d'allevamento ed all'osservazione
delle Specie in natura.
LE SCELTE DI ALCEDO
Il nome
Alcedo atthis è il nome latino del Martin
Pescatore, specie stravagante già rappresentativa di un
certo tipo di fotografia naturalistica. Nei propositi
della rivista, il nome Alcedo vuole simboleggiare l'ideale
sbocco naturalistico della rivista, dedicata al mondo
dell'allevamento ma con spunti di osservazioni in natura e
fotografia naturalistica. Questo filo ideale tra
allevamento e natura prende forma nel logo della rivista,
costituito da un Cardellino, specie tra le più amate ed
allevate dagli ornitocoltori, ed un Martin Pescatore, la
più "esotica" tra le specie italiane e sicuramente la più
fotografata.
I collaboratori ed i contenuti
Alcedo sceglie di avvalersi di collaboratori che
propongano vicende dirette d'allevamento, osservazione e
analisi del comportamento degli uccelli, per contenuti che
siano in grado di fornire un'informazione più reale e
proficua, e quindi più utile ed interessante. Vogliamo
privilegiare il vissuto importante di ognuno e
documentarlo, per divulgarlo e magari condividerlo. In tal
senso, Alcedo è aperta a chiunque desideri proporre le
proprie esperienze, siano esse di tipo riproduttivo o
inerenti le tematiche genetiche, alimentari, di gestione
pratica dell'allevamento, e ancora a chi si occupi di
studiare seriamente qualsiasi aspetto degno di attenzione
riguardante l'avifauna in generale.
Alle collaborazioni sarà garantito un rimborso che
riconosca valore e quindi dignità al tempo e all'impegno
profusi e che possa stimolare un maggior livello
qualitativo dei testi e delle immagini pubblicate.
Alcedo e la Fotografia
I motivi che ci hanno spinto a sviluppare una sezione
fotografica in una rivista di ornitologia e natura sono
molteplici. Innanzitutto, visitando in questa fase di
costruzione della rivista alcuni dei più bei allevamenti
italiani, cosa che continueremo a fare, abbiamo
riscontrato un notevole interesse per il mezzo fotografico
e per le sue potenzialità espressive. Ad esempio, abbiamo
ripreso alcuni soggetti significativi dell'allevamento e
dato poi le foto ai rispettivi allevatori. La volta
successiva erano esposte in bella mostra e effettivamente
comunicavano un forte senso delle peculiarità
dell'allevamento stesso. Il ragionamento era: se viene a
trovarmi un visitatore nel periodo sbagliato, durante le
mute ad esempio, o quando ho ceduto o comunque se per
qualsiasi ragione non dispongo di alcuni soggetti
significativi, una piccola galleria fotografica o un
semplice portfolio mi servono per mostrare le
caratteristiche e le potenzialità del mio allevamento. Era
notevole una certa meraviglia da parte degli allevatori
nel constatare le possibilità della rappresentazione
fotografica di alto livello.
Abbiamo dunque deciso di assecondare questo interesse
riscontrato nel mondo dell'allevamento in quanto
estremamente funzionale a necessità di documentazione,
scambio, archivio di soggetti ottenuti o tecniche
utilizzate (basti pensare alla facilità di comunicare via
internet e alla opportunità di potersi scambiare immagini
di soggetti). Più in generale l'intento primario potrebbe
essere quello di utilizzare le immagini come veicolo per
pubblicizzare il proprio allevamento per puri fini
divulgativi o anche per fini commerciali.
Un secondo intento importante è la volontà di creare una
nuova generazione di fotografi (allevatori, o amanti degli
uccelli in generale) che possa collaborare, col giusto
riconoscimento, al fine ultimo di Alcedo che è quello di
diffondere tutto quanto di positivo si manifesta nel mondo
dell'ornitocoltura, dell'ornitologia e dell'avifauna in
generale, affinché possa diventare patrimonio, dominio
comune.
Alcedo e la Natura
Un'altro interesse forte che abbiamo riscontrato è
relativo al mondo della natura. Negli anni '80, dopo una
lunga stagione di tensioni sociali e scontri ideologici,
vi fu il cosiddetto "riflusso" che portò alla scoperta di
valori più intimistici, individuali. Il benessere, la
qualità della vita, l'ecologia, presero il posto della
lotta di classe e dell'opposizione al sistema; apparve l'ambientalismo,
e con esso si scoprì l'importanza dell'ambiente naturale
in tutte le sue espressioni. Sui media, la natura arrivò
in maniera dirompente, con spettacoli, programmi, riviste.
Nacquero nuove mode importate dai paesi anglosassoni, come
l'osservazione degli uccelli (birdwatching) e la caccia
fotografica: laghi, boschi, monti, cominciarono a
riempirsi di escursionisti di ogni tipo, tutti novelli
birdwatchers, con tanto di binocolo e macchina
fotografica.
Questo fenomeno ha interessato poco il mondo
dell'allevamento che anzi è stato penalizzato in quanto
molto malvisto dai nuovi amanti e cultori della natura.
L'esigenza sentita di uscire dai confini chiusi del
proprio allevamento per approdare ai diversi mondi della
passione per gli uccelli realizzando una espansione delle
proprie capacità di comprensione, anche di ciò che accade
nell'ambito dell'allevamento stesso, non ha avuto una
risposta nella grande pubblicistica di natura sviluppatasi
negli ultimi 20 anni.
Gli allevatori non hanno trovato riscontro con gli animali
prediletti: si sono sempre visti leoni o giraffe, aquile e
colibrì, ma mai un servizio su quelle meraviglie che sono
ad esempio un Cardinalino del Venezuela o un Cardellino in
natura.
Per mancanza di comunicazione e di scambi, gli
ornitocoltori sono stati interessati molto meno da questo
ricambio culturale, e quando ciò è accaduto, è stato solo
per iniziativa personale.
La sinergia tra fotografia e natura
Alcedo vuole contribuire a colmare questa lacuna. La
maniera per recuperare questo tempo perduto, può essere
quella di promuovere una nuova sensibilità nei confronti
dell'ambiente che stimoli ad entrare nel mondo della
natura in maniera attiva, creando qualcosa, sia pure solo
una immagine, data la difficoltà iniziale di percepire
sensazioni dalla semplice osservazione, ad esempio.
Fotografare un uccello, implica infatti raccolta di
informazioni, osservazioni, attenzione, scoperte, tutte
operazioni culturali che producono coscienza e crescita.
Alla fine, questo fermento culturale favorirà una
ricomposizione dei vari universi, modi, categorie dell'
amore per gli uccelli che non potrà avere altra ricaduta
che quella di migliorare le condizioni di vita degli
uccelli stessi, selvatici e domestici.
Sei o dodici numeri l'anno? Il “passo” di Alcedo
La scelta non è stata semplice. Alla fine abbiamo scelto
di condensare i 12 numeri inizialmente preventivati in 6.
Ne è venuto fuori una sorta di “numero doppio”,
all'insegna della massima qualità, caratterizzato da oltre
20 articoli più le rubriche e moltissime foto a colori.
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