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REDAZIONALE: intervista al Presidente FOI
a cura della Redazione

Tra i tantissimi lettori abbonati ad Alcedo, oltre 700 non sono iscritti ad alcun Organismo o Federazione Ornitologica, né sembrano a conoscenza dello "status quo" italiano delle organizzazioni ornitologiche dedicate a quanti hanno dato sbocco con l'allevamento alla passione per i volatili. Le richieste che per fax, lettera o e-mail giungono in Redazione sono le più disparate, ed apparentemente banali o scontate: cosa sono e dove si acquistano gli anellini metallici che si vedono in fotografia, come fare a "marcare" i propri soggetti per essere in regola con la vigente legislazione, se esistono delle Associazioni per appassionati, e soprattutto cosa significhi la sigla "FOI" di cui hanno letto su Alcedo. Crediamo fermamente che soltanto un gruppo di lavoro sereno e numeroso possa dar peso alla voce ed ai diritti degli allevatori, e riteniamo dunque che la crescita di tutti gli Organismi che si dedicano variamente al mondo degli uccelli, possa significare sviluppo di tutto ciò che concerne la passione per i volatili: conoscenza, cultura, divulgazione, amore e protezione.

Per cominciare, abbiamo deciso di far visita alla FOI, e di intervistare il Presidente Salvatore Cirmi, che meglio di chiunque altro avrebbe potuto spiegare la storia, i traguardi ed i programmi della Federazione Ornicoltori Italiani. 

Presidente, cos’è la FOI?
"È il risultato, il prologo, l’epilogo e la continuità di una storia di 5 secoli fa, quando un certo avventuriero di nome Jean de Bethencourt importò in Europa dalle isole Canarie i primi canarini.
Con questa storia, che sa un poco di favola, dopo secoli d’allevamento, gli emulatori di Lord de Bethencourt, e poi i mitici appassionati d’ornitologia fondarono la Federazione Ornicoltori Italiani. Oggi dire ad un allevatore di uccelli cos’è la F.O.I. è come chiedere ad una persona con patente, cos’è la FIAT.
La F.O.I. è un Ente morale, apolitico, è l’istituzione nazionale che raggruppa, attraverso le sue 210 associazioni, tutti gli appassionati allevatori di uccelli, avente lo scopo primario e statutario di promuovere lo studio, il miglioramento, lo sviluppo e la conservazione - nel territorio nazionale - del patrimonio ornitologico mondiale. E’ un Ente riconosciuto con D.P.R. nel dicembre 1949, ed oggi vi aderiscono oltre 20.000 appassionati allevatori; nel suo dettaglio è una complessa struttura di servizi ed iniziative in campo ornitologico, una realtà di volontariato, arricchita da un’organizzazione fatta di “imprenditorialità sociale” che ruota intorno alla casa madre: la F.O.I.
Un insieme di esperienze e di solidarietà impegnate ad organizzare sul territorio nazionale una fitta rete di stimoli scientifici, promozioni tecniche e culturali per ogni appassionato di uccelli. I suoi messaggi esterni più chiari e tangibili sono le esposizioni ornitologiche, i convegni e la promozione ornitologica nelle scuole primarie, ma questi succedono a continui, rigorosi, vigorosi e fiduciosi messaggi interni per avvalorare ed accelerare sempre più i nostri appassionati testimoni di una formula di vita esemplare per molti." 

Presidente, qual è la sua storia in seno alla FOI?
"Ho conosciuto la F.O.I. verso la fine degli anni 70, iscrivendomi all’Associazione Ornitologica Piacentina, con sede Piacenza, la mia città, di conseguenza entrai nella grande famiglia F.O.I. Il mio temperamento, la
 mia voglia di organizzare, di credere nelle istituzioni, che tuttora porto intatto e forte, mi portò a ricoprire già pochi mesi dopo l’iscrizione, la carica di segretario e, qualche anno più tardi, mi votarono per la presidenza dell’Associazione Ornitologica Piacentina.
Alla fine degli anni 80 sostenni positivamente l’esame di giudice regionale della specializzazione “Indigeni, Esotici e Ibridi”, la mia vera passione, e fui anche eletto vice presidente del raggruppamento Emilia Romagna- Marche.
La svolta a dirigente nazionale avvenne nel 1982, quando eletto consigliere nazionale, mi sobbarcai anche l’onere di organizzare il 31° Campionato Mondiale in Piacenza: un evento che speriamo di ripetere con una “vivibilità” meritatamente maggiore.
Per quindici anni ho ricoperto la carica di segretario nazionale, ricuperando una Segreteria non più consona ad una Federazione come la nostra. Ho cambiato il nostro notiziario “Italia Ornitologica” in una rivista apprezzata, letta e stimata in tutto il mondo, anche da figure di scienza. Una rivista che potrebbe arricchire il mondo scolastico. Due anni fa sono stato eletto Presidente, e, da aprile di quest’anno sono stato eletto col nuovo criterio, ovvero ho presentato una lista con nomi e qualifiche da me segnalati.
Sembra ieri, invece, sono trascorsi più di venti anni d’impegno ininterrotto a favore dell’Istituzione. Ho acquisito il primato assoluto d’anzianità da consigliere nazionale da quando la F.O.I. si è costituita. In tutti questi anni ho sempre ritenuto che il valore e la dignità umana fossero determinanti, se volevo contribuire in modo incisivo alle politiche della Federazione. Devo però affermare che ho avuto la fortuna di avere una famiglia che ha sopportato tutto, mia moglie in particolare, la quale non ha mai protestato per le mie innumerevoli riunioni, i miei viaggi, i miei orari, le mie assenze impreviste. E’ stata una scelta di vita, della quale sono orgogliosamente fiero, e che rifarei." 

Presidente, ci può tracciare a grandi linee la storia della FOI ed i principali traguardi finora raggiunti?
"In questi trascorsi 50 anni, la F.O.I. ha compiuto passi da gigante, da piccolo movimento di appassionati-amatori di uccelli, ad organizzazione nazionale, invidiata ed annoverata da tutte le altre organizzazioni che aderiscono alla Confederazione Ornitologica Mondiale, (Organismo che aggrega oltre 100 Paesi), nella quale sono presenti - su mia indicazione - quattro italiani.
Nella sua storia, non vi sono stati momenti di crisi, né momenti esaltanti, ma stiamo lavorando per creare una nuova fase della nostra immagine, uscendo da luoghi ricorrenti, per trasmettere alla società le nostre reali caratteristiche, le nostre credenziali, i nostri valori ed i nostri stimoli. Insomma stiamo cercando la “nostra esplosione d’immagine nazionale”.
Ho partecipato, attivamente, ad oltre 25 Congressi nazionali, e posso assicurare che da sempre, anno dopo anno, si sono concretizzate nuove realtà organizzative, nuovi percorsi e nuovi valori societari, ma sempre senza accelerazioni insensate, nel rispetto dell’uomo, della Natura, ritmo tipico dei nostri allevamenti, che sono un’antica e futura formula di vita, una scuola di pazienza e di perseveranza, doveroso esempio anche per formare giovani generazioni e motivare la vita dei più maturi.
Altri movimenti nazionali, invece, si sono sviluppati a tal punto da diventare parte del Governo Italiano, ponendo credenziali di protezionismo per la natura e l’ambiente, ecologisti e animalisti, e non sempre, purtroppo, possiamo colloquiare con loro, perché diversi, ci credono, denotando conoscenze non approfondite, solo dei carcerieri se non mercanti di uccelli. Se loro si risentiranno di fronte a questa mia dichiarazione di monito e di difesa leale dei miei associati, sappiano che la porta è sempre aperta, col principio basilare della pari dignità.
La realtà, si sappia, è ben diversa ed il nostro motto “ALLEVARE E’ PROTEGGERE” non lascia spazio ad altre interpretazioni o speculazioni che non siano collegate con la natura, l’ambiente, l’amore ed il rispetto degli animali e degli uccelli in particolare, che i nostri associati davvero testimoniano ogni giorno nelle loro famiglie e nei loro ambienti sociologici.
Purtroppo, in questi 50 anni non siamo cresciuti a tal punto da essere forza socialmente rispettata, ascoltata e proponibile ai mass-media. Siamo forse troppo coerenti e rigorosi? Ne siamo fieri!" 

Quali sono i vantaggi derivanti dall’iscrizione alla FOI?
"Non bisogna “pesare” solo i vantaggi estetici o materiali: posso assicurare che non vi sono profitti particolari o privilegi nell’allevamento degli uccelli. Anzi i nostri associati sono coloro che devono rispettare tutte le direttive emesse dai Ministeri dell’Ambiente e della Sanità, dalle Regioni e dai Comuni, collaborare con gli Uffici Cites e con il Corpo Forestale dello Stato. Siamo sottoposti a verifiche, dobbiamo fornire autocertificazioni per le nascite e per i decessi di certi uccelli, creda ci troviamo talvolta in situazioni paradossali. Stiamo subendo leggi, fatte ed approvate da una classe politica, che, a volte, non conosce le nostre realtà, ma che pubblicamente invitiamo ad aprire una feconda collaborazione con gran fiducia e rispetto. Penso sia importante riconoscere i principi sociologici di noi appassionati allevatori di uccelli. Di questo non beneficiano solo i nostri soci, che, anzi, possono diventare i garanti di esigenze altrui. Pensi al vantaggio di poter studiare i colori, le forme, i canti, il portamento, il piumaggio, il corretto nutrimento, districandoci nella strabiliante rete della genetica?
Tutti i nostri associati ricevono gratuitamente “Italia Ornitologica” la nostra rivista mensile, possono partecipare a più di 100 mostre ornitologiche, possono trovare assistenza in 210 associazioni su tutto il territorio nazionale."  

Quali le modalità per far parte della FOI?
"Entrare nella grande famiglia F.O.I. è semplice, basta visitare una mostra ornitologica e chiedere informazioni al Comitato Organizzatore, oppure è sufficiente collegarsi al sito F.O.I. www.foi.it per trovare le informazioni e gli indirizzi utili delle nostre Associazioni, per ultimo telefonare alla Segreteria nazionale in Piacenza, nelle ore d’ufficio e chiedere le informazioni necessarie (tel. 0523/593403 - fax 571613), tre gentili impiegate sono a disposizione." 

Quale può essere il ruolo della divulgazione giornalistica e della pubblicistica specializzata nella crescita della FOI e dell'amore per gli uccelli in generale?
"Badi bene, chi mi conosce sa che non so travestirmi da opportunista e quindi le dirò con franchezza che la mia esperienza mi ha convinto che quanta più pubblicità, pubblicazioni, materia, ricerche, studi, informazioni, approfondimenti, spettacoli, che riguardano la materia vissuta in modo aggregato nella F.O.I. saranno non solo un vantaggio per la medesima ma stimolo dell’amore per gli uccelli in generale, per la natura, per il rispetto del Creato, che non riguardano certamente solo la F.O.I., ma che la F.O.I. testimonia. Prima d’altri."

 

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