Rivista di Ornitologia, Ornitocoltura, Ornitofilia e fotografia Naturalistica
 

REDAZIONALE: la primavera

Astronomicamente, la primavera inizia con l’equinozio del 22/23 marzo, e termina con il solstizio d’estate, circa il 21 giungo. Emotivamente, testimonia il passaggio dalla brutta alla bella stagione, dal freddo al caldo, dal buio alla luce. I suoni sono forti, acuti, allegri e ripetuti, almeno così la percepì Vivaldi nella sua celebre Opera. Tutto è in fermento, ed il germogliare stesso dei fiori simboleggia la vita rinnovata, nuove energie da profondere nell’imminente stagione riproduttiva. Il fotoperiodo diviene positivo, la luce prevarica le tenebre, e le tempeste ormonali, soprattutto in natura, catalizzano la stagione degli amori: il Cardellino piantona la cima di una tuia, nel tentativo di attirare una compagna, con la quale perpetuare il meraviglioso eppure semplice ciclo della vita; il Passero comune ha già occupato ogni pertugio disponibile, tegole, canali di scolo, fori delle vecchie case, e si appresta alla deposizione della prima numerosa covata dell’anno; il Merlo, già in attività da fine gennaio, sta probabilmente svezzando la sua prima nidiata; il Passero Solitario, invece, è appena giunto dall’Africa, e sta occupando il solito territorio dove ogni anno perpetua la sua discendenza; i piccoli insettivori, dal canto loro, attendono pazienti il calore dell’aria ed il volo degli insetti, a garanzia di un’adeguata provvigione alimentare al momento delle schiuse. Anche le Rondini, poi, piacevolmente giungono, ma per l’occhio attento alle vicende ornitologiche, esse non rappresentano altro che l’ultimo segnale, l’estremo avamposto di una primavera ormai esplosa da tempo.

Anche in allevamento si osservano importanti novità, specie a luce naturale, o quando la luce artificiale ne sia soltanto un supporto. L’attività è frenetica: la Canarina sfilaccia juta e cotone, il maschio canta, e sembra moralmente sorreggerla per l’immane fatica che l’attende nei mesi avvenire. Le coppie sono già belle e pronte, ed anche l’allevatore, infine, gode profondamente questo momento: guardalo osservare sereno eppure impaziente le sue razziere. Tutto deve essere in ordine, simmetrico, lineare. Sono passate tante stagioni, eppure il momento della riproduzione è sempre intenso e coinvolgente, come da ragazzino. Sarà che quest’hobby ha la capacità di rasserenare gli animi e di allungarci un pò la vita? Di certo, ad averla vissuta così intensamente questa vita, ne sarà valsa sicuramente la pena.

Adesso, qualche nota su questo numero.

Tutte le mutazioni hanno avuto la capacità di generare nuovi impulsi ed un rinnovato interesse attorno alla canaricoltura di colore, tra tutte, però,  una in particolare si rivelò davvero epocale, per la novità della manifestazione fenotipica, sconvolgente, attraente ed assolutamente inedita: la mutazione Phaeo (o Rubino), autosomica recessiva, comparsa alla fine degli anni ’60 e diffusasi nel decennio successivo.

In questo numero, un articolo specialistico su tale pregevole Canarino, redatto con la supervisione del Giudice di Colore Diego Crovace.

Presentiamo inoltre il Gloster, piccolo gioiello della specializzazione “Forme e Posizione”, un Canarino “per tutti”, di notevole interesse e diffusione tra gli appassionati, che merita senz’altro ulteriori approfondimenti, che non mancheranno certamente nei futuri numeri di ALCEDO.

“Deteniamo” o “possediamo” i nostri volatili, indigeni e/o esotici?

Alla luce del rinnovato interesse nei riguardi di specie indigene ed esotiche, segnaliamo il primo di tre articoli dedicati alla legislazione, che tenteranno di dipanare l’intricata matassa legata alla detenzione (o possesso?) delle specie soggette a vincoli legali, sia che si tratti di normativa nazional/regionale (avifauna autoctona), o internazionale (specie esotiche e normativa CITES).

Infine, forse per la prima volta, il reportage su un nido di Gazza in natura, osservato e documentato fotograficamente dalla nascita dei piccoli fino al giorno dell’involo, con importanti conclusioni sull’effettiva pertinenza dei pregiudizi nei riguardi di questa sagace specie, forse ingiustamente etichettata come predatrice principale dei piccoli passeriformi.

                                      Buona lettura a tutti                                                                   la Redazione

 

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